E’ fallibile la società costituita secondo le forme della società a responsabilità limitata, affidataria, da parte dell’ente territoriale pubblico partecipante, di plurimi servizi di gestione del relativo patrimonio, nell’ambito di un rapporto disputato quanto alla prossimità al controllo analogo, proprio delle società in house

E’ fallibile la società costituita secondo le forme della società a responsabilità limitata, affidataria, da parte dell’ente territoriale pubblico partecipante, di plurimi servizi di gestione del relativo patrimonio, nell’ambito di un rapporto disputato quanto alla prossimità al controllo analogo, proprio delle società in house. La scelta del legislatore di consentire l’esercizio di determinate attività a società di capitali e, dunque, di perseguire l’interesse pubblico attraverso lo strumento privatistico, comporta, invero, che queste assumano i rischi connessi alla loro insolvenza, pena la violazione dei principi di uguaglianza e di affidamento dei soggetti che con esse entrano in rapporto ed attesa la necessità del rispetto delle regole della concorrenza, che impone parità di trattamento tra quanti operano all’interno di uno stesso mercato con identiche forme e medesime modalità. Peraltro, dall’esistenza di specifiche normative di settore che, negli ambiti da esse delimitati, attraggono nella sfera del diritto pubblico anche soggetti di diritto privato, può ricavarsi, a contrario, che ad ogni altro effetto tali soggetti continuano a soggiacere alla disciplina privatistica.

Cass. civ. Sez. I, 07/02/2017, n. 3196
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La notifica dell’atto d’appello eseguita al difensore dell’appellato che, nelle more del decorso del termine di impugnazione, si sia volontariamente cancellato dall’albo professionale, non è inesistente, ove il procedimento notificatorio, avviato ad istanza di soggetto qualificato e dotato della possibilità giuridica di compiere detta attività, si sia comunque concluso con la consegna dell’atto

La notifica dell’atto d’appello eseguita al difensore dell’appellato che, nelle more del decorso del termine di impugnazione, si sia volontariamente cancellato dall’albo professionale, non è inesistente, ove il procedimento notificatorio, avviato ad istanza di soggetto qualificato e dotato della possibilità giuridica di compiere detta attività, si sia comunque concluso con la consegna dell’atto, ma è nulla per violazione dell’art. 330, comma 1, c.p.c., in quanto indirizzata ad un soggetto non più abilitato a riceverla, atteso che la volontaria cancellazione dall’albo degli avvocati importa per il professionista la simultanea perdita dello ius postulandi tanto nel lato attivo quanto in quello passivo. Tale nullità della notifica comporta nullità del procedimento e della sentenza d’appello, ma non anche il passaggio in giudicato della sentenza di primo grado.

Cass. civ. Sez. Unite, 13/02/2017, n. 3702
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Va disposta la chiusura anticipata di una procedura seguita al pignoramento di beni immobili eseguito nei confronti di un trust in persona del trustee, anziché nei confronti di quest’ultimo

Poiché legittimamente il giudice dell’esecuzione verifica anche d’ufficio l’esistenza del soggetto nei cui confronti è intentata la procedura esecutiva, va disposta la chiusura anticipata di una procedura seguita al pignoramento di beni immobili eseguito nei confronti di un trust in persona del trustee, anziché nei confronti di quest’ultimo, visto che il trust non è un ente dotato di personalità giuridica, né di soggettività, per quanto limitata od ai soli fini della trascrizione, ma un mero insieme di beni e rapporti destinati ad un fine determinato e formalmente intestati al trustee, che rimane l’unico soggetto di riferimento nei rapporti con terzi non quale legale rappresentante, ma come colui che dispone del diritto; e neppure ostando a tale conclusione la nota di trascrizione del negozio di dotazione del trust, che non fonderebbe una valida continuità di trascrizioni con un soggetto inesistente.

Cass. civ. Sez. III, 27/01/2017, n. 2043 Continua »

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Gli effetti della trascrizione del preliminare, ai sensi dell’art. 2645-bis, comma 1, c.c., si estendono anche alle trascrizioni di pignoramenti o sequestri ed alle iscrizioni di ipoteche giudiziali

Gli effetti della trascrizione del preliminare, ai sensi dell’art. 2645-bis, comma 1, c.c., si estendono anche alle trascrizioni di pignoramenti o sequestri ed alle iscrizioni di ipoteche giudiziali, con la conseguenza che queste, qualora siano successive alla trascrizione del preliminare, sono inopponibili al promissario acquirente, alle condizioni, per gli effetti e nei limiti di cui allo stesso art. 2645-bis, commi 2 e 3, c.c.

Cass. civ. Sez. III, 19/12/2016, n. 26102   Continua »

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È meritevole di censura la decisione del giudice del merito di non ammissione della prova testimoniale ex art. 621 c.p.c., nelle ipotesi ivi consentite, sul rilievo della ritenuta insuperabile necessità di provare con certezza la data del pagamento dell’acquisto del bene da parte dell’opponente

maglioÈ meritevole di censura la decisione del giudice del merito di non ammissione della prova testimoniale ex art. 621 c.p.c., nelle ipotesi ivi consentite, sul rilievo della ritenuta insuperabile necessità di provare con certezza la data del pagamento dell’acquisto del bene da parte dell’opponente; tale data è, invero, irrilevante ai fini del decidere, in quanto il pagamento di regola non incide sul perfezionarsi dell’acquisto della proprietà.

Cass. civ. Sez. I, 09/11/2016, n. 22834 Continua »

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In tema di fallimento, la relativa domanda rappresenta un’azione a contenuto meramente processuale, rispetto alla quale l’accertamento del credito si pone come incidentale ai fini della legittimazione al ricorso.

diritto-fallimentareIn tema di fallimento, la relativa domanda rappresenta un’azione a contenuto meramente processuale, rispetto alla quale l’accertamento del credito si pone come incidentale ai fini della legittimazione al ricorso. Pertanto, ai fini della individuazione del soggetto di cui all’art. 6 del R.D. 16 marzo 1942 n. 267, “creditore” è qualsiasi soggetto che vanti un credito nei confronti dell’imprenditore, non necessariamente certo, liquido, esigibile, ma anche non ancora scaduto o condizionale, non ancora munito di titolo esecutivo, sia pure idoneo, in prospettiva, a giustificare un’azione esecutiva e che deve essere oggetto dell’imprescindibile delibazione incidentale del giudice fallimentare.

Cass. civ. Sez. I, 17/11/2016, n. 23420 Continua »

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Il lodo che decide parzialmente il merito della controversia, immediatamente impugnabile ex art. 827, comma 3, c.p.c., è sia quello di condanna generica ex art. 278 c.p.c., sia quello che decide una o alcune delle domande proposte senza definire l’intero giudizio

rid_6583001arbitroIl lodo che decide parzialmente il merito della controversia, immediatamente impugnabile ex art. 827, comma 3, c.p.c., è sia quello di condanna generica ex art. 278 c.p.c., sia quello che decide una o alcune delle domande proposte senza definire l’intero giudizio. Non sono, invece, immediatamente impugnabili i lodi che decidono questioni pregiudiziali o preliminari.

Cass. civ. Sez. Unite, 18/11/2016, n. 23463 Continua »

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