Rientra nella giurisdizione del giudice ordinario la controversia avente ad oggetto la escussione, da parte di un Comune, di una polizza fideiussoria concessa a garanzia di somme dovute per oneri di urbanizzazione e a titolo di penali, pattuite in una convenzione di lottizzazione

fidejussione-emerlaws-pronto-soccorso-legaleRientra nella giurisdizione del giudice ordinario la controversia avente ad oggetto la escussione, da parte di un Comune, di una polizza fideiussoria concessa a garanzia di somme dovute per oneri di urbanizzazione e a titolo di penali, pattuite in una convenzione di lottizzazione. Rileva, in tal caso, l’autonomia dei rapporti, nonché la circostanza che l’Amministrazione agisce nell’ambito di un rapporto privatistico, senza esercitare, neppure mediamente, pubblici poteri.

Cass. civ. Sez. Unite, Sent., 28-07-2016, n. 15666   Continua »

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In tema di fallimento, la domanda di insinuazione al passivo fallimentare proposta da uno studio associato fa presumere l’esclusione della personalità del rapporto d’opera professionale da cui il credito è derivato

proffallIn tema di fallimento, la domanda di insinuazione al passivo fallimentare proposta da uno studio associato fa presumere l’esclusione della personalità del rapporto d’opera professionale da cui il credito è derivato e, dunque, l’insussistenza dei presupposti per il riconoscimento del privilegio di cui all’art. 2751-bis, n. 2, c.c., salvo che l’istante dimostri che il credito si riferisca ad una prestazione svolta personalmente dal professionista, in via esclusiva o prevalente, e sia di pertinenza dello stesso professionista, pur se formalmente richiesto dall’associazione.

Cass. civ. Sez. I, 24/08/2016, n. 17287   Continua »

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In materia fallimentare non è configurabile la possibilità di una duplice insinuazione nel passivo fallimentare, ordinaria e tardiva, da parte di uno stesso creditore

Euro banknotes and coins

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In materia fallimentare non è configurabile la possibilità di una duplice insinuazione nel passivo fallimentare, ordinaria e tardiva, da parte di uno stesso creditore; invero, ritenuto che il petitum della domanda di ammissione al passivo è costituito dal riconoscimento del diritto del creditore di partecipare al concorso per un credito di un determinato importo e secondo il rango competente, è preclusa, una volta accolta la domanda di ammissione al passivo di un credito, in via chirografaria e non impugnato lo stato passivo, la proposizione di una successiva domanda di ammissione tardiva, ai sensi dell’art. 101, L.F. del medesimo credito, con riconoscimento del rango privilegiato.

Cass. civ. Sez. I, 20/07/2016, n. 14936  
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Nell’ambito dei procedimenti per la dichiarazione di fallimento, introdotti dopo il 31 dicembre 2013, ai sensi dell’art. 15, comma 3°, L.F., la cancelleria procede direttamente alla notifica al debitore del ricorso e del decreto di fissazione dell’udienza, mediante trasmissione di tale atti in formato digitale all’indirizzo di posta elettronica certificata

posta-e-risposta-id10665Nell’ambito dei procedimenti per la dichiarazione di fallimento, introdotti dopo il 31 dicembre 2013, ai sensi dell’art. 15, comma 3°, L.F., la cancelleria procede direttamente alla notifica al debitore del ricorso e del decreto di fissazione dell’udienza, mediante trasmissione di tale atti in formato digitale all’indirizzo di posta elettronica certificata, PEC, del destinatario risultante dal registro delle imprese, ovvero dall’indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata. Solo ove ciò sia impossibile o se la notifica abbia avuto esito negativo, della stessa viene onerato il ceditore istante che dovrà procedervi a mezzo di Ufficiale Giudiziario il quale, dovrà, a tal fine, accedere di persona presso la sede legale del debitore con successivo deposito nella casa comunale, ove il destinatario non sia li reperito.

Cass. civ. Sez. I, 21/07/2016, n. 15035 Continua »

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La ricognizione del debito, al pari di qualsiasi altra manifestazione di volontà negoziale, può risultare anche da un comportamento tacito purché inequivoco, dovendo cioè trattarsi di un comportamento che nessuno terrebbe se non al fine di riconoscersi debitore

Pag.-2-Banconote-495x375La ricognizione del debito, al pari di qualsiasi altra manifestazione di volontà negoziale, può risultare anche da un comportamento tacito purché inequivoco, dovendo cioè trattarsi di un comportamento che nessuno terrebbe se non al fine di riconoscersi debitore. Dunque la volontà negoziale può ritenersi tacitamente manifestata quando il comportamento che esprime sia inequivoco ed incompatibile con una diversa volontà negoziale.

Cass. civ. Sez. III, 21/07/2016, n. 14993   Continua »

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Nel processo esecutivo rientrano, tra le spese che il creditore procedente deve anticipare, ai sensi dell’art. 8 del D.P.R. n. 115 del 2002 quelle destinate ad evitare il crollo ovvero, in generale, il perimento del bene pignorato

House and key.

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Nel processo esecutivo rientrano, tra le spese che il creditore procedente deve anticipare, ai sensi dell’art. 8 del D.P.R. n. 115 del 2002, non solo quelle giudiziarie in senso stretto ma anche le spese immanenti alla realizzazione dello scopo proprio del processo esecutivo in quanto destinate ad evitarne la chiusura anticipata, come le spese necessarie per il mantenimento in esistenza del bene pignorato, quelle destinate ad evitarne il crollo ovvero, in generale, il perimento. Tali spese, se onorate dal custode con i fondi della procedura esecutiva, saranno “prededucibili” nel senso che l’importo relativo non entrerà a far parte dell’attivo e dovranno essere rimborsate come spese privilegiate ai sensi dell’art. 2770 c.c. al creditore che le abbia corrisposte, ottemperando al provvedimento del giudice dell’esecuzione che ne abbia posto l’onere dell’anticipazione a suo carico. Restano invece esclude dalle spese necessarie, da onorarsi in via di anticipazione dal creditore procedente ai sensi dell’anzidetta normativa, quelle spese non aventi un’immediata funzione conservativa dell’integrità del bene pignorato e, quindi, quelle dirette alla manutenzione ordinaria o straordinaria dell’immobile, come ad esempio, gli oneri di gestione condominiale.

Cass. civ. Sez. III, 22/06/2016, n. 12877   Continua »

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Ove sia stata presentata proposta di concordato preventivo cosiddetto in bianco va rispettato l’obbligo di audizione del debitore ex art. 162, comma 2, L.F. per consentire allo stesso di svolgere le proprie difese prima della pronuncia di inammissibilità

concprev16Ove sia stata presentata proposta di concordato preventivo cosiddetto in bianco, ai sensi dell’art. 161, comma 6, della legge fallimentare (R.D. n. 267 del 1942), va rispettato l’obbligo di audizione del debitore ex art. 162, comma 2, L.F. per consentire allo stesso di svolgere le proprie difese prima della pronuncia di inammissibilità, salvo che, inserendosi la proposta nell’ambito della procedura prefallimentare, il debitore sia stato comunque sentito in relazione alla proposta ed abbia avuto modo di svolgere le sue difese.

Cass. civ. Sez. I, 22/06/2016, n. 12957   Continua »

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