Monthly Archives: giugno 2008

Assegno di mantenimento

In caso di divorzio, il padre è tenuto a contribuire al mantenimento del figlio, anche se questi ha già superato la maggiore età, qualora una serie di condizioni oggettive riconducibili alle precarie condizioni psico-fisiche del beneficiario dell’assegno siano tali da impedirgli di ottenere una indipendenza economica.

Cassazione civile , sez. I, 11 giugno 2008 , n. 15544

Reati militari: rapporto extraconiugale del Carabiniere

Ha natura meramente privata il rapporto extraconiugale intrattenuto da un rappresentante dell’Arma dei Carabinieri; ma la medesima natura non rivestono né il richiamo disciplinare cui il contegno da luogo, né la illecita reazione dello stesso, integrante l’insubordinazione (nella fattispecie, la Corte ha confermato la condanna a quattro mesi di reclusione nei confronti di un appuntato dei carabinieri chiamato a rispondere di minaccia e ingiuria aggravata e continuata nei confronti di un luogotenente, che gli aveva intimato di interrompere la relazione extraconiugale tenuta con una donna anch’essa sposata).

Cassazione penale , sez. I, 28 maggio 2008 , n. 24414

Estinzione e risoluzione del rapporto licenziamento per giusta causa

L’art. 32, comma 1, lett. b), del d.l. n. 151/01, nel prevedere – in attuazione della legge-delega 8 marzo 2000 n. 53 – che il lavoratore possa astenersi dal lavoro nei primi otto anni di vita del figlio, percependo dall’ente previdenziale un’indennità commisurata ad una parte della retribuzione, configura un diritto potestativo che il padre-lavoratore può esercitare nei confronti del datore di lavoro, nonché dell’ente tenuto all’erogazione dell’indennità, onde garantire con la propria presenza il soddisfacimento dei bisogni affettivi del bambino e della sua esigenza di un pieno inserimento nella famiglia; pertanto, ove si accerti che il periodo di congedo viene invece utilizzato dal padre per svolgere una diversa attività lavorativa, si configura un abuso per sviamento dalla funzione propria del diritto, idoneo ad essere valutato dal giudice ai fini della sussistenza di una giusta causa di licenziamento, non assumendo rilievo che lo svolgimento di tale attività contribuisca ad una migliore organizzazione della famiglia (fattispecie in cui un lavoratore aveva approfittato del congedo parentale per aiutare la moglie nel gestire una pizzeria).

Cassazione civile , sez. lav., 16 giugno 2008 , n. 16207

Compenso per prestazioni stragiudiziali

In tema di compensi professionali degli avvocati, non possono essere considerate come stragiudiziali, ed essere perciò compensate separatamente da quelle giudiziali, quelle attività professionali che, sebbene non esplicate davanti al giudice, siano tuttavia con quelle giudiziali strettamente connesse e ad esse complementari in quanto intese all’introduzione e svolgimento del procedimento giudiziale anche se svolte al di fuori di esso, così da costituirne il naturale completamento; a maggior ragione ove la natura giudiziale della prestazione derivi dallo stesso tenore della tariffa giudiziale professionale ogni volta che la prestazione stessa sia in essa esplicitata (nella specie, la Corte ha respinto il ricorso di un legale che chiedeva di essere retribuito anche per le prestazioni stragiudiziali attinenti ad attività investigativa intesa al rinvenimento di conti bancari; la Corte, infatti, ha ricordato che fa parte dell’impegno professionale dell’avvocato l’attività di reperimento di documenti e beni, in quanto costitutivi della materia-base sulla quale innestare l’attività propriamente giuridica, tanto che tale ricerca è espressamente prevista in autonoma voce della tariffa professionale quale attività specificamente compensata).

Cassazione civile , sez. II, 12 giugno 2008 , n. 15814

Cose e servizi comuni di edifici lastrico solare, terrazzo e logge

In tema di condominio, i balconi “aggettanti”, i quali sporgono dalla facciata dell’edificio, costituiscono solo un prolungamento dell’appartamento dal quale protendono e, non svolgendo alcuna funzione di sostegno né di necessaria copertura dell’edificio – come, viceversa, accade per le terrazze a livello incassate nel corpo dell’edificio – non possono considerarsi a servizio dei piani sovrapposti e, quindi, di proprietà comune dei proprietari di tali piani e ad essi non può applicarsi il disposto dell’art. 1125 c.c. I balconi “aggettanti”, pertanto, rientrano nella proprietà esclusiva dei titolari degli appartamenti cui accedono. (Nella specie la S.C., sulla base dell’enunciato principio, ha escluso che il proprietario dell’appartamento sito al piano inferiore potesse agganciare le tende alla soletta del balcone “aggettante” sovrastante, se non con il consenso del proprietario del corrispondente appartamento).

Cassazione civile , sez. II, 17 luglio 2007 , n. 15913

Uso della cosa comune

I muri perimetrali di un edificio condominiale sono destinati al servizio esclusivo della costruzione di cui costituiscono parte organica per funzione e destinazione, sicché ogni singolo condomino ha la più ampia possibilità di utilizzarli solo per il miglior godimento della parte del fabbricato di sua proprietà, a patto che non ne alteri la destinazione e non ne impedisca il pari uso da parte degli altri proprietari; nessuno può utilizzarli a servizio di un altro immobile di sua proprietà che non è compreso nell’edificio condominiale: ciò equivale, infatti, a imporre sulla cosa comune una servitù, per la cui costituzione è necessario il consenso di tutti i comproprietari. Pertanto, integra gli estremi di uso indebito della cosa comune l’apertura praticata dal condomino nel muro perimetrale dell’edificio condominiale per mettere in collegamento una unità immobiliare di sua esclusiva proprietà, esistente nell’edificio condominiale, con altro immobile, sempre di sua proprietà, ricompreso in un diverso stabile condominiale.

Cassazione civile , sez. II, 21 aprile 2008 , n. 10324

Competenza per materia cause relative alla misura e alle modalita’ di uso dei servizi del condominio di case

In tema di controversie tra condomini, esulano dalla specifica competenza per materia del giudice di pace, quelle cause in cui si controverta circa l’esistenza stessa del diritto del condomino a fruire della cosa o del servizio comune, ovvero, circa la possibilità per il singolo di distaccarsi dall’impianto condominiale per essere esonerato dalle relative spese.

Tribunale Salerno, sez. I, 17 maggio 2008