Si alla videosorveglianza nei condomini, a discapito della privacy. Sono infatti legittime le telecamere che riprendono alcune parti dello stabile, comuni a tutti gli inquilini.
Sentenza n. 44156 del 26 novembre 2008 [ scarica la sentenza ]
Si alla videosorveglianza nei condomini, a discapito della privacy. Sono infatti legittime le telecamere che riprendono alcune parti dello stabile, comuni a tutti gli inquilini.
Sentenza n. 44156 del 26 novembre 2008 [ scarica la sentenza ]
articolo tratto da FiloDiritto.com
È illegittimo il verbale elevato per mezzo del tutor non consentendo tale apparecchio l’applicazione della tolleranza del 5% prevista dal CdS. È questo il principio con cui il GdP di Viterbo con la sentenza in commento ha annullato il verbale elevato dalla P.S. per mezzo dell’apparecchio denominato tutor. Read more »
Scarica la sentenza: http://www.vittoriocoscarella.it/sentenze/danni.pdf
” Con l’importante decisione 11 novembre 2008 n. 26972 (di contenuto identico ad altre tre sentenze, tutte depositate contestualmente) le Sezioni Unite della Cassazione hanno non solo composto i precedenti contrasti sulla risarcibilità del c.d. danno esistenziale, ma hanno anche più in generale riesaminato approfonditamente i presupposti ed il contenuto della nozione di “danno non patrimoniale” di cui all’art. 2059 c.c.. Read more »
Non costituisce accesso abusivo ai sensi dell’art. 615 ter c.p. la condotta del dipendente dell’agenzia delle entrate, autorizzato all’uso del sistema informatico, che accede alla banca dati dell’anagrafe tributaria, in assenza di qualche accertamento in corso da parte dell’ente, per mancanza dell’elemento oggettivo posto che l’accesso al sistema informatico è stato effettuato per pochi secondi non per prendere cognizione di dati sensibili quali le informazioni fiscali, bensì solo per prendere visione di dati anagrafici, di pubblica conoscenza e conoscibilità e non sottoposti dall’ordinamento ad alcuna forma di tutela della riservatezza.
Uff. Indagini preliminari Nola, 11 dicembre 2007
Integra il reato di falso ideologico commesso dal privato su documento informatico pubblico (art. 483 e 491 bis c.p.), la condotta di colui che inserisca dati relativi al superamento di esami mai sostenuti su un supporto informatico, concernente il proprio “curriculum” universitario, che abbia funzione vicaria dell’archivio dell’Università e, pertanto, destinazione potenzialmente probatoria, quanto meno provvisoria, considerato che, ai fini della configurazione del reato in questione, l’art. 491 bis c.p. equipara espressamente il supporto informatico a quello cartaceo.
Cassazione penale , sez. V, 06 marzo 2008 , n. 15535
La duplicazione dei dati contenuti nel server costituisce condotta tipica del reato di accesso abusivo, atteso che l’intrusione informatica punibile può sostanziarsi sia nella semplice lettura che nella copiatura dei dati contenuti nel sistema; il termine accesso, infatti, deve essere interpretato non tanto come collegamento fisico, ma quanto logico. Pertanto, per accesso deve intendersi non l’accensione dello schermo, ma il superamento della barriera di protezione del sistema che rende possibile il dialogo con il medesimo in modo che l’agente viene a trovarsi nella condizione di conoscere dati, informazioni e programmi. Conoscenza che, ovviamente, può avvenire sia con la lettura che con la copiatura degli stessi.
Cassazione penale , sez. V, 08 luglio 2008 , n. 37322