Monthly Archives: maggio 2010

Privilegi sui tributi locali (ICI)

Le norme del codice civile che stabiliscono i privilegi in favore di determinati crediti possono essere oggetto di interpretazione estensiva, la quale costituisce il risultato di una operazione logica diretta ad individuare il reale significato e la portata effettiva della norma, che permette di determinare il suo esatto ambito di operatività, anche oltre il limite apparentemente segnato dalla sua formulazione testuale, e di identificare l’effettivo valore semantico della disposizione, tenendo conto dell’intenzione del legislatore e, soprattutto, della causa del credito che, ai sensi dell’art. 2745 c.c., rappresenta la ragione giustificatrice di qualsiasi privilegio. Ne deriva che il privilegio generale sui mobili istituito dall’art. 2752 c.c. sui crediti per le imposte, tasse e tributi dei Comuni previsti dalla legge per la finanza locale, deve essere riconosciuto anche per i crediti dei Comuni relativi all’imposta comunale sugli immobili (ICI) introdotta dal D.Lgs. n. 504 del 1992, pur se successiva, e quindi non compresa, tra i tributi contemplati dal R.D. n. 1175 del 1931. (Consegue, nella specie, la conferma della impugnata decisione).

Cass. civ. Sez. Unite, 17/05/2010, n. 11930

Concessione della sospensione condizionale

E’ manifestamente contraddittoria e, quindi, deve essere cassata relativamente a tale aspetto, la pronuncia con la quale l’organo giudicante, pur escludendo l’applicabilità delle circostanze attenuanti generiche in considerazione della prognosi di spiccata tendenza a delinquere del reo, conceda al medesimo la sospensione condizionale della pena, beneficio riconosciuto, tenuti presenti i parametri indicati dall’art. 133 c.p., sulla base di una ragionevole previsione di un futuro favorevole reinserimento nella vita sociale e, quindi, di normalizzazione della condotta del condannato. Nel caso specifico la Corte ha ritenuto incompatibili tanto sul piano logico quanto su quello giuridico la mancata concessione delle attenuanti generiche, sulla base della spiccata pericolosità riscontrata nel campo degli stupefacenti in capo al soggetto che aveva commesso il reato pur essendo sottoposto all’obbligo di presentazione all’autorità giudiziaria per fatti aventi medesima natura, con il riconoscimento della sospensione condizionale della pena che, appunto, presuppone al contrario un giudizio positivo circa la successiva condotta del reo.

Cass. pen. Sez. VI, 29/04/2010, n. 18501

TERMINE PER LA STIPULAZIONE DEL DEFINITIVO E PRESCRIZIONE DEL DIRITTO ALLA CONCLUSIONE DEL CONTRATTO DEFINITIVO

Quando le parti di un contratto preliminare abbiano rimesso alla volontà di una di esse la fissazione di un termine per la stipulazione del contratto definitivo, a fronte dell’ingiustificato indugio della parte cui tale facoltà sia stata riservata l’altra parte, che abbia adempiuto le obbligazioni poste a suo carico, può rivolgersi al giudice perché, ai sensi dell’art. 1183 c. c., stabilisca il termine per la stipulazione ovvero può direttamente proporre la domanda di adempimento specifico dell’obbligo di concludere il contratto definitivo, nella quale deve ritenersi implicita la richiesta di fissazione del termine; con la conseguenza che, ove essa trascuri di avvalersi di tale facoltà e tale inerzia protragga per l’ordinario temine prescrizionale, il diritto alla conclusione del contratto definitivo si estingue per prescrizione. Cass.Civ., Sez. II, 3 maggio 2010, n. 10625 Read more »

Chiamata del terzo

In tema di chiamata in causa di un terzo su istanza di parte, al di fuori delle ipotesi di litisconsorzio necessario di cui all’art. 102 cod. proc. civ., è discrezionale il provvedimento del giudice di fissazione di una nuova udienza per consentire la citazione del terzo, chiesta tempestivamente dal convenuto ai sensi dell’art. 269 cod. proc. civ., come modificato dalla legge 26 novembre 1990, n. 353; conseguentemente, qualora sia stata chiesta dal convenuto la chiamata in causa del terzo, in manleva o in regresso, il giudice può rifiutare di fissare una nuova prima udienza per la costituzione del terzo, motivando la propria scelta sulla base di esigenze di economia processuale e di ragionevole durata del processo. (Rigetta e dichiara giurisdizione, App. Roma, 25/09/2008)

Cass. civ. Sez. Unite, 23/02/2010, n. 4309

Gli Autovelox non necessariamente devono essere periodicamente tarati

Le apparecchiature destinate alla rilevazione della velocità dei veicoli non devono essere obbligatoriamente soggette, in base alla normativa applicabile, tanto nazionale che comunitaria, ad alcun procedimento di verifica e taratura periodica, salvo il caso in cui sia lo stesso costruttore ad imporlo nel manuale d’uso. Le uniche norme che risultano disciplinare i requisiti di detto tipo di strumentazione, infatti, sono rispettivamente gli artt. 192 (art. 45 C.d.S.) e 345 del Regolamento di esecuzione del nuovo Codice della Strada (D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495) le quali, escludendo una elencazione tassativa delle apparecchiature deputate all’accertamento della velocità, si limitano ad individuarne in modo generico una serie di requisiti essenziali sancendo l’obbligatorietà della sola preventiva omologazione in base all’accertamento circa la sussistenza di detti requisiti. Risulta tendenzialmente esclusa, quindi, una procedura di taratura periodica (la cui mancata esecuzione non può, in termini pratici, inficiare la legittimità dell’accertamento effettuato tramite l’apparecchiatura de quo) trattandosi di strumenti destinati ad essere utilizzati sotto lo stretto controllo del personale operante e dotati di sistemi di autodiagnosi di eventuali guasti che manifestano immediatamente al personale medesimo l’eventuale stato di cattivo funzionamento.

Cass. civ. Sez. II, 10/05/2010, n. 11273

Cause civili, no all’imposta di registro per gli atti giudiziari sulla competenza per materia, valore e cessata materia del contendere

Sull’interpello avanzato dal Tribunale di Vibo Valentia, la direzione regionale della Calabria dell’Agenzia delle entrate chiarisce la sorte del  trattamento tributario cui sottoporre, ai fini dell’imposta di registro, quei provvedimenti che non incidono nel merito della controversia, come le declaratorie relative alla competenza per materia o per valore e i provvedimenti definitivi del giudizio per cessata materia del contendere, atti per i quali attualmente le cancellerie provvedono alla richiesta di registrazione.

Nell’articolo che segue, il testo dell’interpello e la relativa risposta dell’AE.
Agenzia delle Entrate – Direzione Regionale della Calabria
Ufficio Consulenza
Parere dell’11 maggio 2010
Read more »

Cassazione Civili: abuso del processo nella richiesta di equo indennizzo

Configura un abuso del processo la condotta dei ricorrenti che pur essendo stati parti di una medesima procedura iniziata nell’aprile del 1993 avanti al TAR del Lazio (avendo proposto un’identica domanda concernente l’adeguamento triennale dell’indennità giudiziaria) e pertanto essendo la domanda di riconoscimento dell’equo indennizzo per l’eccessiva durata di tale procedura basata sullo stesso presupposto giuridico e fattuale, hanno proposto nello stesso ristretto arco temporale dieci distinti ricorsi alla Corte d’appello competente con il patrocinio del medesimo difensore. Read more »