A decorrere dal 1° gennaio 2011 gli interessi legali aumentano di mezzo punto
Il valore è stato stabilito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con decreto del 7/12/2010 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 15/12/2010.
Dopo il minimo storico toccato nel 2010 (vedi la tabella storica dei tassi) il valore del saggio di interesse legale torna a crescere e viene fissato all’ 1.5% a partire del 1° gennaio 2011. Read more »
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Pubblicato il Nuovo Tasso di Interesse Legale per il 2011
Manutenzione aree o beni pubblici: neminen laedere
In caso di inosservanza da parte della pubblica amministrazione, nella sistemazione e manutenzione di aree o beni pubblici (delle regole tecniche, ovvero) dei comuni canoni di diligenza e prudenza, ricorre la giurisdizione del giudice ordinario, giacché anche la manutenzione di detti beni pubblici deve adeguarsi alle regole di comune prudenza e diligenza, prima fra tutte quelle del neminem laedere di cui all’art. 2043 c.c., in applicazione del quale la pubblica amministrazione è tenuta a far sì che il bene pubblico non sia fonte di danno per il privato.
Cass. civ. Sez. Unite, 22/12/2010, n. 25982
Obblighi e poteri dell’amministratore in materia di conto corrente
L’autorizzazione data dall’assemblea al nuovo amministratore di aprire un nuovo conto corrente, intestato al condominio, e di operare con uno sconfinamento, benché non espressamente indicata nell’ordine del giorno, rappresenta lo sviluppo contabile logicamente ed ordinariamente connesso agli argomenti da trattare, ove comprendano la nomina di un nuovo amministratore e l’approvazione del rendiconto della gestione degli anni immediatamente precedenti.
Cass. civ. Sez. II, 19/10/2010, n. 21449
Opposizione a sanzione amministrativa e applicazione di sanzione superiore a quella prevista
In caso di opposizione a verbale di accertamento per violazione amministrativa del codice della strada il giudice può applicare, anche d’ufficio, e quindi senza richiesta da parte della P.A., una sanzione superiore a quella prevista, secondo il suo libero convincimento, e, ovviamente, compresa tra il minimo e il massimo edittale.
Cass. civ. Sez. Unite, 15/12/2010, n. 25304
Prelazione e riscatto nella locazione
In tema di locazione di immobili urbani e di diritto di prelazione del conduttore di immobili non adibiti ad abitazione perché si abbia vendita in blocco, con esclusione, di conseguenza del diritto di prelazione del conduttore, la vendita non deve necessariamente riguardare un intero edificio (da cielo a terra) nel quale è compreso quello locato, ma è sufficiente che i vari beni ceduti, tra loro confinanti, costituiscano un unicum e siano venduti (o promessi in vendita) non come una pluralità di immobili, casualmente appartenenti a un unico proprietario e ceduti (o cedendi) allo stesso acquirente, ma come un complesso unitario e costituente un quid diverso dalla mera somma delle singole unità immobiliari. A tale riguardo l’indagine del giudice del merito non deve essere condotta solo sulla base della situazione oggettiva, di fatto, esistente al momento della vendita (o della denuntiatio), non potendo il giudice del merito prescindere da quello che è il tenore del contratto di vendita (o del preliminare), nonché – in considerazione delle circostanze del caso concreto – di altri eventuali contratti che, seppure intervenuti tra soggetti parzialmente diversi possano dirsi collegati al primo e sulla base di questi apprezzare se le parti hanno, o meno, considerato la vendita dei vari cespiti come la vendita di un complesso unitario non frazionabile. Al detto fine, deve essere adeguatamente apprezzata, altresì l’intenzione dell’acquirente (o del promittente acquirente) di utilizzare tutti i beni acquistati per una utilizzazione che ne imponga l’accorpamento. E’ salva comunque, la facoltà per il conduttore di dedurre e dimostrare, con ogni mezzo, la natura fittizia dell’operazione.
Cass. civ. Sez. III, 16/12/2010, n. 25448
Installazione ascensore a cura e spese di taluni condomini
In caso di installazione di un ascensore in un edificio che ne sia sprovvisto, attuata a cura e spese di taluni condomini soltanto, fa sì che la conseguente limitazione, per gli altri condomini, della originaria possibilità di utilizzazione delle scale e dell’andito occupati dall’impianto di ascensore non rende l’innovazione lesiva del divieto posto dall’art. 1120 c.c., comma 2, ove risulti che dalla stessa non derivi, sotto il profilo del minor godimento della cosa comune, alcun pregiudizio, non essendo necessariamente previsto che dalla innovazione debba derivare per il condomino dissenziente un vantaggio compensativo.
Cass. civ. Sez. II, 08/10/2010, n. 20902
Licenziamento per scarso rendimento
Rende legittimo il licenziamento per scarso rendimento l’atteggiamento negligente del lavoratore, proptratto nel tempo e non modificato a seguito dei richiami dei superiori, il quale violi in modo incontestato la clausola di rendimento relativa all’attività lavorativa espletata, nonostante la qualità di rendimento e la capacità professionale dimostrate in precedenza.
Cass. civ. Sez. lavoro, 01/12/2010, n. 24361



