Category Archives: Deontologia

Liquidazione corrispettivo dovuto ad un professionista a seguito dell’abrogazione delle tariffe ex art.9 DL 1/2012

In tema di determinazione da parte dell’organo giurisdizionale del corrispettivo dovuto ad un professionista, l’abrogazione delle tariffe in dipendenza del D.L. n. 1/2012 non comporta per il giudice un divieto assoluto di riferimento ai precedenti parametri al fine di giungere all’esito liquidatorio delle spese di lite.

Trib. Varese Sez. I, 03/02/2012  Read more »

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Tariffe abrogate: per i giudici restano come usi

Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-06052 presentata da CINZIA CAPANO martedì 31 gennaio 2012, seduta n.579 CAPANO. – Al Ministro della giustizia.- Per sapere – premesso che: a seguito dell’entrata in vigore del decreto sulle liberalizzazioni sono state abrogate le tariffe e la norma che disponeva che il giudice dovesse riferirsi ad esse nella liquidazioni delle spese legali nel caso di soccombenza; Read more »

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Il Consiglio dell’Ordine non può rifiutare la domanda di iscrizione nell’elenco degli avvocati comunitari.

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

SEZIONI UNITE CIVILI

Sentenza 15 novembre – 22 dicembre 2011, n. 28340

(Presidente Canevari – Relatore Cappabianca)

Svolgimento del processo

Il 5 gennaio 2010, M. T., laureate in giurisprudenza all’Università di Palermo il 28 aprile 2003, presentò al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo, ai sensi della direttiva 98/5/Ce e del d.lgs. 96/2001, domanda di iscrizione nella Sezione speciale del locale Albo professionale riservata agli Avvocati comunitari stabiliti. A sostegno della domanda documentò di essere iscritto dal 14 ottobre 2009 nel Registro generale del Collegio degli Abogados di Barcellona ed allegò dichiarazione, indicante il proprio domicilio professionale in Palermo presso lo studio dell’avv. F. T. ed attestante l’intenzione di svolgere in Italia attività professionale d’ intesa con l’avvocato predetto, nonché il relativo assenso. Read more »

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L’avvocato è obbligato a restituire i documenti anche se il cliente non paga

Incorre in un illecito disciplinare l’avvocato che ometta di restituire tutta la documentazione, di cui sia venuto in possesso nel corso dello svolgimento del proprio incarico professionale, al cliente, anche qualora questi non paghi le sue spese legali; nè l’obbligo di consegna può ritenersi assolto con la semplice messa a disposizione della documentazione richiesta se, di fatto, ne è stata impedita la materiale apprensione. Read more »

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Inapplicabilità del regime del codice di rito nel procedimento disciplinare davanti al COA

Il procedimento disciplinare davanti al consiglio dell’ordine di appartenenza veste natura amministrativa e non giurisdizionale con conseguente inapplicabilità del regime del codice di rito.

Cass. civ. Sez. Unite, 02/12/2011, n. 25763

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MODIFICHE APPORTATE AL CODICE DEONTOLOGICO FORENSE A SEGUITO DELL’ENTRATA IN VIGORE DELL’ISTITUTO DELLA MEDIAZIONE/CONCILIAZIONE

Nella seduta del CNF del 23 settembre 2011
Art. 55 bis –Mediazione
L’avvocato che svolga la funzione di mediatore deve rispettare gli obblighi dettati dalla normativa in materia e le previsioni del regolamento dell’organismo di mediazione, nei limiti in cui dette previsioni non contrastino con quelle del presente codice. Read more »

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Ritardi nel deposito di provvedimenti: responsabilità del magistrato

Qualora il magistrato accumuli ritardi reiterati e gravi nel deposito dei propri provvedimenti, tali ritardi non possono trovare giustificazione, se non in ipotesi eccezionali, allorché si traducano in violazione manifesta ed intollerabile del principio di ragionevole durata del processo. Ne discende che, laddove i ritardi superino l’anno, ciò è sufficiente a qualificare tali ritardi come ingiustificabili, in assenza di allegate e comprovabili circostanze assolutamente eccezionali.

Cass. civ. Sez. Unite, 13/09/2011, n. 18698  Read more »

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Nel giudizio di legittimità non sono dovuti i diritti di procuratore

Nel giudizio di legittimità non sono dovuti i diritti di procuratore. Il decreto ministeriale di approvazione della tariffa forense, invero, avendo natura di fonte regolamentare, deve essere interpretato alla luce dei parametri ed all’interno dei limiti stabiliti dalla legge n. 794 del 1942, nella parte in cui escludono, appunto, il riconoscimento dei diritti di procuratore per qualsiasi giudizio di Cassazione, compreso il regolamento di competenza, nonostante l’istanza possa essere proposta da un avvocato anche non iscritto all’albo speciale dei cassazionisti.

Cass. civ. Sez. III, 07/07/2011, n. 15061

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Il Cnf integra il codice deontologico per gli avvocati mediatori

Il Consiglio nazionale forense ha approvato nella seduta amministrativa del 27 maggio scorso una proposta di integrazione del codice deontologico forense per disciplinare l’impegno degli avvocati che dovessero fare i mediatori.
Trattandosi di modifiche delle norme deontologiche la proposta è stata inviata agli Ordini con la circolare n. 13-C-2011 (che trovate in allegato) in modo che essi possano far prevenire le proprie osservazioni e proposte di modifica entro il 30 giugno.
Il Consiglio, esaurito il confronto con gli Ordini, delibererà la novella possibilmente nella seduta amministrativa di metà luglio.
Il testo della modifiche proposte è il seguente: Read more »

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Corte di Giustizia UE: OK tariffe forense massime

La Corte di Giustizia ha respinto il ricorso proposto dalla Commissione UE che ha chiesto  di constatare che, prevedendo disposizioni che impongono agli avvocati l’obbligo di rispettare tariffe massime, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti ai sensi degli artt. 43 CE e 49 CE. Read more »

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Magistrati ordinari e avvocatura

I magistrati onorari non sono equiparabili a quelli dell’ordinamento giudiziario ai fini dell’iscrizione all’albo degli avvocati. Read more »

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Responsabilità professionale dell’avvocato e azione promossa con ammissione al Gratuito patrocinio

L’asserita maggiore utilità e convenienza per la cliente dell’azione promossa dall’avvocato in luogo di quella per la quale la medesima era stata ammessa al patrocinio a spese dello Stato (nella specie della domanda di adempimento contrattuale in luogo di quella di risarcimento) non esclude la scorrettezza del modus operandi dello stesso che ha utilizzato il patrocinio a spese dello Stato per promuovere un giudizio del tutto diverso, per causa petendi, petitum e personae, da quello per il quale era stato rilasciato il provvedimento di ammissione.

Cass. civ. Sez. Unite, 28/02/2011, n. 4773

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