Category Archives: Diritto Penale - Page 2

La parte civile può impugnare l’assoluzione del giudice di pace pronunciata perché il fatto non costituisce reato

Cassazione Penale n.47955 del 16/12/2009

Parte civile più tutelata di fronte al giudice di pace. Può infatti impugnare le sentenze che hanno assolto l’imputato con la formula “perché il fatto non costituisce reato”.
Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 47995 di oggi, ha messo nero su bianco che “sussiste l’interesse della parte civile ad impugnare, ai fini civili, la sentenza di assoluzione dell’imputato con la formula perché il fatto non costituisce reato (per mancanza dell’elemento psicologico), in quanto ai sensi dell’art. 652 c.p.p. l’azione civile per il risarcimento del danno da fatto illecito è preclusa, oltre che nei casi in cui l’imputato sia stato assolto per non aver commesso il fatto o perché il fatto non sussiste, anche quando egli sia stato assolto perché il fatto non costituisce reato”.

a cura di Debora Alberici – Tratto da Cassazione.net

Print Friendly

Violazione obblighi di assistenza familiare

La pronuncia della decadenza dalla potestà genitoriale non altera i doveri di assistenza del genitore decaduto, penalmente sanzionati; tale provvedimento non incide sulla responsabilità penale e, pertanto, non preclude la commissione del reato di cui all’art. 570, commi primo e secondo, c.p. e non ne fa venire meno la permanenza.

Cassazione penale , sez. VI, 29 ottobre 2009 , n. 43288

Print Friendly

Disastro ambientale e risarcimento del danno

Il responsabile del disastro ambientale deve risarcire il danno morale ai residenti nell’area in quanto soggetti a rischio: va ristorata la lesione costituita dalla paura di ammalarsi come conseguenza del reato ex art. 449 c.p. (nella specie, la Corte ha confermato il risarcimento per i cittadini di un paese che, in seguito alla fuoriuscita di diossina da una fabbrica, erano stati ripetutamente sottoposti a controlli sanitari e a un regime di vigilanza; a detta della Corte, il danno non patrimoniale da risarcire andava ravvisato nel patema d’animo indotto in ognuno dei cittadini dalla preoccupazione per il proprio stato di salute, dopo la consumazione del reato di disastro ambientale).

Cassazione civile , sez. III, 13 maggio 2009 , n. 11059

Print Friendly

Condannato per truffa l’avvocato che chiede deposito non dovuto

Rischia il carcere per truffa e patrocinio infedele l’avvocato che fa lasciare al suo assistito del denaro a titolo di deposito cauzionale non necessario, cioè con una finta causale. C’è di più. Il cliente può incastrarlo registrando le conversazioni telefoniche.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 20066 del 12 maggio 2009, ha confermato la condanna a due anni di reclusione per truffa aggravata e patrocinio infedele nei confronti di un legale che, “a danno del proprio assistito”, si era fatto consegnare 7mila euro “al fine di costituire deposito cauzionale per ottenere la cancellazione di un’ipoteca” assolutamente ininfluente per il contratto di compravendita che stava seguendo. [ scarica la sentenza ]

Tratto da Cassazione.net

Print Friendly

Divieto di accesso agli stadi e, in genere, ai luoghi di svolgimento di competizioni sportive: sanzioni

Se ad un ultrà, pregiudicato e già sottoposto a precedenti Daspo, viene imposto il quadruplice obbligo di presentarsi in Questura in occasione degli incontri di calcio disputati in casa dalla sua squadra del cuore, dal provvedimento dell’autorità di pubblica sicurezza devono emergere i motivi del perché di tali modalità di adempimento della misura preventiva da parte del tifoso. Il controllo di legalità del giudice deve riguardare oltre all’esistenza di tutti i presupposti legittimanti l’adozione dell’atto da parte dell’autorità amministrativa, anche la durata della misura che, se ritenuta eccessiva, può essere congruamente ridotta dal giudice della convalida, così come possono essere modificate le modalità con le quali deve essere ottemperato l’obbligo di presentazione affinché non risultino inutilmente gravose.

Cassazione penale , 12 marzo 2009 , n. 13743

Print Friendly

Reati commessi col mezzo della stampa in genere

Il diritto di informazione, garantito dall’art. 21 cost., sussiste in capo ad un’associazione di consumatori ogni qual volta risulti evidente l’utilità sociale della conoscenza dei fatti e delle opinioni, trasmessi con comunicati, perché diretti a contribuire alla formazione della pubblica opinione in materia di interesse generale, correlata alle finalità istituzionali di tale associazione; i “comunicati stampa” di quest’ultima rientrano, pertanto, nella nozione di “stampato” disciplinato dagli art. 1 e 2 l. n. 47 del 1948, trattandosi di attività di soggetto che svolge anche funzione di agenzia, in senso lato, di informazione, sia pure nel più ristretto ambito delle materie connesse alle finalità istituzionali sue proprie, in quanto le notizie diffuse dalle agenzie di informazione mediante comunicati o dispacci sono destinate alla pubblicazione, così come richiesto dal citato art. 1, e l’eventuale diffamazione consumata attraverso tali comunicati integra l’illecito di diffamazione a mezzo stampa.

Cassazione civile , sez. III, 13 gennaio 2009 , n. 482

Print Friendly

Stampa: sequestro

I forum on line non possono essere qualificati come un prodotto editoriale, o come un giornale on line, o come una testata giornalistica informatica. Si tratta, infatti, di una semplice area di discussione dove qualsiasi utente, o gli utenti registrati, sono liberi di esprimere il proprio pensiero, ma non per questo il forum resta sottoposto alle regole e agli obblighi cui è soggetta la stampa, come indicare un direttore responsabile per registrare la testata, o può giovarsi delle guarentigie in tema di sequestro che la Costituzione riserva solo alla stampa (nella specie, la Corte ha confermato la legittimità del sequestro di alcune pagine Web del sito dell’Associazione per i diritti degli utenti per i diritti degli utenti e consumatori (Aduc), su cui erano stati pubblicati messaggi di partecipanti a un forum sulla religione cattolica, che erano stati ritenuti offensivi verso il comune sentimento religioso, per le opinioni espresse a proposito dello scandalo dei preti pedofili).

Cassazione penale , sez. III, 11 dicembre 2008 , n. 10535

Print Friendly