Category Archives: Diritto Civile

Liquidazione corrispettivo dovuto ad un professionista a seguito dell’abrogazione delle tariffe ex art.9 DL 1/2012

In tema di determinazione da parte dell’organo giurisdizionale del corrispettivo dovuto ad un professionista, l’abrogazione delle tariffe in dipendenza del D.L. n. 1/2012 non comporta per il giudice un divieto assoluto di riferimento ai precedenti parametri al fine di giungere all’esito liquidatorio delle spese di lite.

Trib. Varese Sez. I, 03/02/2012  Read more »

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Distanze legali e muro divisorio

L’art. 880 c.c. enuncia una presunzione di comunione del muro divisorio che può essere vinta solo mediante la dimostrazione che il muro è stato costruito per la sua interezza su di una soltanto delle aree contigue.

Trib. L’Aquila, 03/12/2011  Read more »

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Risarcimento del danno a seguito di sinistro stradale: divieto di opposizione al danneggiato el pagamento Inail

In materia di risarcimento danni in seguito a sinistro stradale, il pagamento all’Inail non può essere opposto al danneggiato quale causa di esaurimento del rapporto, in quanto la nozione di rapporto esaurito deve riguardare l’assicuratore ed il danneggiato, restando ad esso estraneo l’Inail.

Cass. civ. Sez. III, 07/02/2012, n. 1693  Read more »

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Natura reale del diritto all’uso dell’area pertinente ad un fabbricato destinata a parcheggio dei veicoli

Ha natura reale il diritto all’uso, destinato a parcheggio dei veicoli, dell’area pertinente ad un fabbricato. Tale diritto, pertanto, si prescrive, ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 1026 e 1014 c.c., dopo vent’anni dall’acquisto dell’unità immobiliare di riferimento.

Cass. civ. Sez. II, 27/01/2012, n. 1214  Read more »

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Terzo acquirente: locazione e violazione del diritto di prelazione

Il terzo acquirente dell’immobile urbano adibito ad uso non abitativo che abbia acquistato il bene in violazione del diritto di prelazione vantato dal conduttore, non ha alcun diritto di ricevere il pagamento dei canoni di locazione maturati e non corrisposti successivamente alla data della compravendita, nella quale, in seguito all’esercizio del diritto di riscatto, ha luogo la sostituzione ex tunc del titolare del diritto di riscatto al terzo nella stessa posizione che questi aveva nel negozio concluso.

Cass. civ. Sez. III, 29/11/2011, n. 25230   Read more »

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E’ ammessa la rivalutazione delle indennità per i danni da emotrasfusioni

In caso di danno irreversibile da emotrasfusione il soggetto ha diritto alla piena rivalutazione dell’assegno sulla base del tasso di inflazione programmato. E’ quanto ha stabilito la Corte Costituzionale con la sentenza 9 novembre 2011, n. 293 con la quale ha stabilito l’illegittimità costituzionale dell’articolo 11, commi 13 e 14, del D.L. 78/2010 convertito, con modificazioni, dalla legge 122/2010 che escludeva dalla rivalutazione l’indennità integrativa speciale, componente principale dell’assegno.

Corte Costituzionale , sentenza 09.11.2011 n° 293    Read more »

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Il pregiudizio economicamente valutabile è requisito essenziale per l’accoglimento della domanda di risarcimento da perdita di chance

L’accoglimento della domanda di risarcimento del danno da lucro cessante o da perdita di “chance” esige la prova, anche presuntiva, dell’esistenza di elementi oggettivi e certi dai quali desumere, in termini di certezza o di elevata probabilità e non di mera potenzialità, l’esistenza di un pregiudizio economicamente valutabile. Pertanto, nel caso di richiesta risarcitoria per morte da fatto illecito avanzata dal coniuge superstite, quest’ultimo, pur non essendo obbligato a fornire la prova rigorosa dello stabile contributo economico ricevuto dal consorte defunto, non è tuttavia esonerato dall’indicare al giudice gli elementi da cui possa dedursi la perdita di prestazioni o vantaggi connessi all’esistenza in vita della vittima. (Rigetta, App. Bologna, 23/04/2008)

Cass. civ. Sez. III, 13/07/2011, n. 15385

L’accoglimento della domanda di risarcimento da perdita di chance, e quindi da lucro cessante, esige la prova, anche presuntiva, dell’esistenza di elementi oggettivi e certi dai quali presumere, in termini di certezza o di elevata probabilità, e non di mera potenzialità, l’esistenza di un pregiudizio economicamente valutabile.

App. Firenze, 14/09/2011    consulta la sentenza della CdA di Firenze Read more »

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Regime patrimoniale della famiglia: periodo transitorio

In tema di regime patrimoniale della famiglia, i coniugi uniti in matrimonio prima dell’entrata in vigore della legge di riforma del diritto di famiglia, salvo contraria volontà da essi manifestata anche separatamente entro il 15 gennaio 1978, sono soggetti al regime di comunione legale, di cui costituiscono oggetto anche i beni acquistati durante il periodo transitorio, purché ancora nel patrimonio del coniuge acquirente. (Cass. Civ., n. 4235/87)

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Responsabilità ex art. 2043 c.c. e emotrasfusione infetta

La responsabilità per i danni conseguenti ad infezioni da Hiv e da epatite, contratte da soggetti emotrasfusi per l’omessa vigilanza esercitata dall’Amministrazione sulla sostanza ematica negli interventi trasfusionali e sugli emoderivati è inquadrabile nella violazione della clausola generale di cui all’art. 2043 c.c.

Trib. Ancona Sez. II, 27/01/2010

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Potere sulla cosa comune del comproprietario

Ciascun proprietario ha il potere di esercitare sulla cosa comune tutte le facoltà che gli derivano dal suo diritto di comproprietà e, pertanto, a nulla egli può essere tenuto per l’esercizio dei poteri che risultano compresi nel suo diritto. Tuttavia, solo ove non sia possibile o ragionevole l’uso promiscuo della cosa comune e questa non sia tale da permettere neppure un’approssimativa divisione del suo godimento tra i vari partecipanti alla comunione, sorge la esigenza di ricorrere al godimento cd. indiretto, tale poiché tendente a sopperire alla impossibilità di procedere ad una conveniente utilizzazione diretta della cosa da parte dei vari comproprietari.

Trib. Roma Sez. VIII, 04/07/2011

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Condominio: potere decisionale in ordine alle azioni processuali

In materia di condominio il potere decisionale in ordine alle azioni processuali spetta solo ed esclusivamente all’assemblea, che dovrà deliberare se agire in giudizio, se resistere e se impugnare i provvedimenti in cui il condominio risulta soccombente. Un tale potere decisionale, infatti, non può certo competere all’amministratore che, per sua natura, non è un organo decisionale, ma meramente esecutivo del condominio. L’attribuzione in capo all’assemblea del potere gestorio va raccordata, tuttavia, con la legittimazione passiva attribuita all’amministratore dall’articolo 1131, co. 2, c.c.; pertanto, l’amministratore convenuto può anche autonomamente costituirsi in giudizio nel quadro generale di tutela in via d’urgenza.

Trib. Milano Sez. III, 13/07/2011

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Contratto di mediazione: rapporto causale tra conclusione dell’affare e mediazione

Nel contratto di mediazione ai fini della configurabilità del rapporto causale tra conclusione dell’affare e l’attività intermediatrice, è sufficiente che, anche in presenza di un processo di formazione della volontà delle parti complesso ed articolato nel tempo, la “messa in relazione” delle stesse costituisca l’antecedente indispensabile per pervenire, attraverso fasi e vicende successive, alla conclusione del contratto.

Trib. Padova Sez. II, 16/08/2011

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