Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-06052 presentata da CINZIA CAPANO martedì 31 gennaio 2012, seduta n.579 CAPANO. – Al Ministro della giustizia.- Per sapere – premesso che: a seguito dell’entrata in vigore del decreto sulle liberalizzazioni sono state abrogate le tariffe e la norma che disponeva che il giudice dovesse riferirsi ad esse nella liquidazioni delle spese legali nel caso di soccombenza; Read more »
Category Archives: Procedura Penale
Tariffe abrogate: per i giudici restano come usi
Decreto Legge 22.12.2011 n° 211 , G.U. 22.12.2011 – Decreto ”svuota carceri”.
DECRETO-LEGGE 22 dicembre 2011, n. 211
Interventi urgenti per il contrasto della tensione detentiva determinata dal sovraffollamento delle carceri. (11G0254)
(GU n. 297 del 22-12-2011)
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Read more »
GdP Catanzaro – ord. 1/9/2011 – Fondatezza e rilevanza dell’eccezione di incostituzionalità del sistema di mediazione civile
Il Giudice di pace di Catanzaro (Avv. R. Lupinacci) invia alla Consulta la questione relativa alla legittimità costituzionale delle disposizioni di legge che hanno introdotto il sistema di mediazione obbligatoria in materia civile e commerciale.
tratto dal sito del COA di CATANZARO – Clicca qui per continuare a leggere
Approvato in via definitiva il Codice Antimafia
Schema di Decreto legislativo recante: “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136”
(Testo definitivamente approvato dal Consiglio dei Ministri del 03.08.2011) Read more »
Incompetenza e inefficacia della misura cautelare
La legge sul LEGITTIMO IMPEDIMENTO
Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza
Disposizioni su impedimento a comparire in udienza
Art. 1.
1. Per il Presidente del Consiglio dei ministri costituisce legittimo impedimento, ai sensi dell’articolo 420-ter del codice di procedura penale, a comparire nelle udienze dei procedimenti penali, quale imputato o parte offesa, il concomitante esercizio di una o più delle attribuzioni previste dalle leggi o dai regolamenti e in particolare dagli articoli 5, 6 e 12 della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, dagli articoli 2, 3 e 4 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, Read more »
La parte civile può impugnare l’assoluzione del giudice di pace pronunciata perché il fatto non costituisce reato
Cassazione Penale n.47955 del 16/12/2009
Parte civile più tutelata di fronte al giudice di pace. Può infatti impugnare le sentenze che hanno assolto l’imputato con la formula “perché il fatto non costituisce reato”.
Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 47995 di oggi, ha messo nero su bianco che “sussiste l’interesse della parte civile ad impugnare, ai fini civili, la sentenza di assoluzione dell’imputato con la formula perché il fatto non costituisce reato (per mancanza dell’elemento psicologico), in quanto ai sensi dell’art. 652 c.p.p. l’azione civile per il risarcimento del danno da fatto illecito è preclusa, oltre che nei casi in cui l’imputato sia stato assolto per non aver commesso il fatto o perché il fatto non sussiste, anche quando egli sia stato assolto perché il fatto non costituisce reato”.
Indulto reato continuato
Ai fini della revoca dell’indulto in caso di condanna per reati uniti dal vincolo della continuazione, alcuni dei quali, compreso il più grave, commessi prima della scadenza del termine previsto dal provvedimento di indulto e altri successivamente, la pena per il reato o i reati satellite, suscettibile di comportare la revoca dell’indulto e quindi di precluderne l’applicazione, va individuata nell’aumento inflitto a titolo di continuazione per ognuno di questi, spettando al giudice dell’esecuzione interpretare sul punto il giudicato, qualora in sede di cognizione siano state omesse le singole specificazioni.
Cassazione penale , sez. un., 23 aprile 2009 , n. 21501
Stampa: sequestro
I forum on line non possono essere qualificati come un prodotto editoriale, o come un giornale on line, o come una testata giornalistica informatica. Si tratta, infatti, di una semplice area di discussione dove qualsiasi utente, o gli utenti registrati, sono liberi di esprimere il proprio pensiero, ma non per questo il forum resta sottoposto alle regole e agli obblighi cui è soggetta la stampa, come indicare un direttore responsabile per registrare la testata, o può giovarsi delle guarentigie in tema di sequestro che la Costituzione riserva solo alla stampa (nella specie, la Corte ha confermato la legittimità del sequestro di alcune pagine Web del sito dell’Associazione per i diritti degli utenti per i diritti degli utenti e consumatori (Aduc), su cui erano stati pubblicati messaggi di partecipanti a un forum sulla religione cattolica, che erano stati ritenuti offensivi verso il comune sentimento religioso, per le opinioni espresse a proposito dello scandalo dei preti pedofili).
Cassazione penale , sez. III, 11 dicembre 2008 , n. 10535
Querelante non partecipa al processo? Non è rimessione tacita della querela
La Corte di cassazione, pronuncia sez. unite penali n. 46088/2008: “All’infuori delle ipotesi espressamente e specificatamente disciplinate dagli artt. 21, 28 e 30 del D. lgs. n. 274/2000 la mancata comparizione del querelante nel processo, nonostante la sollecitazione del giudice a comparire, non configura una remissione tacita della querela
Autorità del giudicato penale e responsabilità civile “ex delicto”
I) Esame dell’art. 651 c.p.p.
Utile al tema dell’autorità del giudicato penale in rapporto alla responsabilità civile “ex delicto” è innazitutto l’art. 651 c.p.p., che qui di seguito si riporta:
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SOTTOSCRIZIONE DELL’ORDINANZA – INGIUNZIONE AD OPERA DI FUNZIONARIO PRIVO DI DELEGA DA PARTE DEL PREFETTO TITOLARE.
Sovente accade che le cc.dd. ordinanze – ingiunzione prefettizie rechino in calce una firma ad opera del Dirigente di settore, senza dar conto di deleghe espresse in proposito da parte del Prefetto titolare.
In particolare, accade che di una delega espressa non vi sia traccia:
nell’intestazione dell’atto;
né in alcuna altra dei provvedimenti de quibus, il più delle volte scarni e brevissimi.
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