Archivio Categoria: Codice della Strada

Opposizione a sanzione amministrativa e applicazione di sanzione superiore a quella prevista

In caso di opposizione a verbale di accertamento per violazione amministrativa del codice della strada il giudice può applicare, anche d’ufficio, e quindi senza richiesta da parte della P.A., una sanzione superiore a quella prevista, secondo il suo libero convincimento, e, ovviamente, compresa tra il minimo e il massimo edittale.

Cass. civ. Sez. Unite, 15/12/2010, n. 25304

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Circolazione stradale e prova documentale

Deve attribuirsi piena efficacia probatoria al verbale di contestazione di sanzione amministrativa per violazione del codice della strada a mezzo del quale gli agenti di polizia attestino che il conducente dell’autovettura al momento dell’avvistamento e dell’affiancamento non indossava la cintura di sicurezza, non potendosi ritenere che una tale forma di constatazione sia qualificabile come una mera sensazione. In tal senso, nella specie, nessun rilievo assume la circostanza che gli agenti accertatori si trovavano di fatto nell’autovettura dietro quella del contravventore.

Cass. civ. Sez. II, 16/06/2010, n. 14556

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Autovelox: multa nulla se riporta la data sbagliata

E’ fondata l’opposizione avverso la sanzione amministrativa comminata all’automobilista con contestazione immediata per superamento del limite di velocità rilevato tramite apposita apparecchiatura, qualora lo scontrino rilasciato dalla stessa rechi una data diversa da quella in cui sarebbe avvenuto l’illecito. Posto che risulta irrilevante il fatto che la violazione sia stata immediatamente contestata, permangono, in siffatte ipotesi, seri dubbi in ordine al corretto funzionamento dell’apparecchiatura de qua. Il fatto che la stessa, in particolare, rechi una data errata è sintomo di cattivo funzionamento e non può, quindi, rimanere escluso che detta anomalia non riguardi anche altre funzioni dell’apparecchiatura medesima (oltre all’indicazione della data) ivi compresa quella di rilevazione della velocità di marcia dei veicoli in transito.

Cass. civ. Sez. II, 09/06/2010, n. 13887

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Gli Autovelox non necessariamente devono essere periodicamente tarati

Le apparecchiature destinate alla rilevazione della velocità dei veicoli non devono essere obbligatoriamente soggette, in base alla normativa applicabile, tanto nazionale che comunitaria, ad alcun procedimento di verifica e taratura periodica, salvo il caso in cui sia lo stesso costruttore ad imporlo nel manuale d’uso. Le uniche norme che risultano disciplinare i requisiti di detto tipo di strumentazione, infatti, sono rispettivamente gli artt. 192 (art. 45 C.d.S.) e 345 del Regolamento di esecuzione del nuovo Codice della Strada (D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495) le quali, escludendo una elencazione tassativa delle apparecchiature deputate all’accertamento della velocità, si limitano ad individuarne in modo generico una serie di requisiti essenziali sancendo l’obbligatorietà della sola preventiva omologazione in base all’accertamento circa la sussistenza di detti requisiti. Risulta tendenzialmente esclusa, quindi, una procedura di taratura periodica (la cui mancata esecuzione non può, in termini pratici, inficiare la legittimità dell’accertamento effettuato tramite l’apparecchiatura de quo) trattandosi di strumenti destinati ad essere utilizzati sotto lo stretto controllo del personale operante e dotati di sistemi di autodiagnosi di eventuali guasti che manifestano immediatamente al personale medesimo l’eventuale stato di cattivo funzionamento.

Cass. civ. Sez. II, 10/05/2010, n. 11273

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Decurtazione punti patente

La decurtazione dei punti di patente costituisce una sanzione amministrativa conseguente alla violazione di norme sulla circolazione stradale. Ne consegue che il contenzioso relativo all’applicazione di tale sanzione accessoria, nell’ambito del quale devono ricomprendersi anche le questioni relative all’erronea decurtazione del punteggio, deve ricondursi alla giurisdizione del giudice competente in materia (giudice di pace) ai sensi degli art. 204 bis e 205 d.lg. n. 285/92, come confermato anche dall’art. 216, comma 5, d.lg. n. 285/92, relativo alle opposizioni proponibili avverso la ulteriore misura accessoria della sospensione della patente. Deve, pertanto, ritenersi illegittimo il provvedimento recante la comunicazione della annotazione nell’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida della riduzione del punteggio relativo alla patente di guida per effetto di un verbale di accertamento di violazione alle norme del codice della strada laddove risulti la non avvenuta “definizione” della violazione alla quale l’art. 126 bis, d.lg. 30 aprile 1992 n. 285 subordina tale riduzione

Cass.Civ. SS.UU. 23 aprile 2010 n.9691

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CIRCOLAZIONE STRADALE: velocita’ in genere

Nel sistema delle norme sulla circolazione stradale l’apprezzamento della velocità, in funzione dell’esigenza di stabilire se essa debba o meno considerarsi eccessiva, deve essere condotto in relazione alle condizioni dei luoghi, della strada e del traffico che vi si svolge senza che assuma decisivo rilievo persino l’eventuale osservanza dei limiti imposti, in via generale, dal codice della strada (nella specie, la Corte ha confermato la decisione del Giudice di Pace, che aveva ritenuto sufficiente il termine di quattro secondi di accensione della luce gialle, rigettando l’opposizione al verbale elevato per violazione dell’art. 146 Cds; a detta del giudice, infatti, tale frazione di tempo era da ritenersi sufficiente per permettere all’automobilista di fermarsi in sicurezza al semaforo, in considerazione della velocità da tenere commisurata allo stato dei luoghi).

Cassazione Civile sez II n. 25769  del 9/12/2009

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Il parcheggio del supermercato è area aperta al traffico

Corte di cassazione – Sezione III civile – Ordinanza 23 luglio 2009 n. 17279: L’area di parcheggio di un supermercato si deve ritenere aperta al pubblico e adibita al normale trafficio veicolare anche se di proprietà privata e situata al piano interrato di un edificio. Ne consegue che la circolazione all’interno di questa zona è soggetta all’articolo 2054 del codice civile e alle norme sull’assicurazione obbligatoria dei veicoli. Lo ha stabilito la Cassazione con l’ordinanza 17279/2009 che ha accolto il ricorso di un’assicurazione nei confronti di un automobilista. La compagnia, in qualità di impresa designata dal fondo di garanzia per le vittime della strada, aveva risarcito un sinistro avvenuto nel parcheggio di un ipermercato per colpa di un veicolo privo di copertura assicurativa. La società ha quindi agito in regresso per ottenere dal conducente colpevole il rimborso di quanto versato. I giudici di merito gli hanno dato torto sostenendo che il parcheggio dove era avvenuto il sinistro doveva essere considerato area privata perché situato nel piano interrato dell’ipermercato. Di opposto avviso la Cassazione per la quale le aree di parcheggio dei supermercati, anche se private quanto alla proprietà, al possesso o alla detenzione, “sono ormai luoghi di continuo e intenso traffico veicolare, sicché non vi è ragione di escludere l’applicazione al loro interno delle norme in tema di circolazione stradale”.

tratto da Guida al Diritto (link/sentenza)

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