Archivio Categoria: Deontologia

L’avvocato che abbia conseguito il titolo professionale, equivalente a quello Italiano, in un altro Paese membro può chiedere di essere integrato con il titolo di avvocato italiano e l’iscrizione all’Albo ordinario, dimostrando al Consiglio dell’Ordine effettività e regolarità dell’attività svolta in Italia come professionista comunitario stabilito

avvocatoL’avvocato che abbia conseguito il titolo professionale, equivalente a quello Italiano, in un altro Paese membro, avvalendosi della procedura di “stabilimento-integrazione” di cui alla direttiva 98/5/CE, finalizzata a facilitare l’esercizio permanente della professione in uno Stato membro diverso da quello in cui è stata acquisita la qualifica, può chiedere l’iscrizione nella Sezione speciale dell’Albo italiano del Foro nel quale voglia eleggere domicilio professionale in Italia, utilizzando il proprio titolo d’origine e, al termine di un periodo triennale di effettiva attività in Italia, può chiedere di essere integrato con il titolo di avvocato italiano e l’iscrizione all’Albo ordinario, dimostrando al Consiglio dell’Ordine effettività e regolarità dell’attività svolta in Italia come professionista comunitario stabilito.

Cass. civ. Sez. Unite, 15/03/2016, n. 5073     Continua »

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Il rigetto della richiesta di iscrizione all’albo degli avvocati si configura come esercizio del potere-dovere del competente Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di verificare la sussistenza dei requisiti soggettivi richiesti per l’iscrizione de qua in base all’art. 17 del R.D.L. n. 1578 del 1933

ordineIl rigetto della richiesta di iscrizione all’albo degli avvocati si configura come esercizio del potere-dovere del competente Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di verificare la sussistenza dei requisiti soggettivi richiesti per l’iscrizione de qua in base all’art. 17 del R.D.L. n. 1578 del 1933. Ciò detto, l’eventuale sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio della professione forense per dodici mesi a seguito di una condanna penale riportata da un praticante avvocato, non preclude al competente Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di procedere alla verifica dei requisiti soggettivi del soggetto in ordine alla domanda di iscrizione all’albo degli avvocati e di negare la stessa iscrizione per difetto della condotta specchiatissima ed illibata a fronte della predetta condanna penale, senza che ciò violi il divieto del ne bis in idem, non costituendo il diniego di iscrizione una sanzione disciplinare.

Cass. civ. Sez. Unite, 01/12/2014, n. 25368   Continua »

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L’avvocato può pattuire compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi a condizione che i compensi siano proporzionati all’attività espletata, onde evitare sanzioni disciplinari

azzeccagarbugliL’art. 2 del D.L. n. 223 del 2006, convertito nella legge n. 248 del 2006, nel disporre l’abolizione del divieto previsto dall’art. 2233, comma 3, c.c. e nell’ammettere pattuizioni, purché redatte in forma scritta, di compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi perseguiti, ha previsto la necessità di adeguare le norme deontologiche alle nuove regole. L’avvocato può, dunque, pattuire compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi a condizione che i compensi siano proporzionati all’attività espletata, onde evitare sanzioni disciplinari. Pertanto, la proporzione e la ragionevolezza nella pattuizione del compenso restano l’essenza comportamentale richiesta all’avvocato, a prescindere dalle modalità di determinazione del corrispettivo a lui spettante, con la conseguenza che l’aleatorietà dell’accordo quotalizio non esclude la possibilità di valutarne l’equità, in considerazione del valore e della complessità della lite e della natura del servizio professionale, comprensivo dell’assunzione del rischio.

Cass. civ. Sez. Unite, 25/11/2014, n. 25012

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Ai fini della liquidazione dei diritti e degli onorari spettanti al difensore in sede di opposizione alla sentenza dichiarativa di fallimento, il valore della causa, da determinarsi sulla base della domanda ex art. 10 c.p.c., non va desunto dall’entità del passivo, non essendo applicabile in via analogica l’art. 17 c.p.c. riguardante esclusivamente i giudizi di opposizione ad esecuzione forzata, ma deve considerarsi indeterminabile

avvocato-simpsonAi fini della liquidazione dei diritti e degli onorari spettanti al difensore in sede di opposizione alla sentenza dichiarativa di fallimento, il valore della causa, da determinarsi sulla base della domanda ex art. 10 c.p.c., non va desunto dall’entità del passivo, non essendo applicabile in via analogica l’art. 17 c.p.c. riguardante esclusivamente i giudizi di opposizione ad esecuzione forzata, ma deve considerarsi indeterminabile, giacché la pronuncia richiesta è di revoca del fallimento e l’oggetto del giudizio, relativo all’accertamento dell’insolvenza, si fonda sulla comparazione tra i debiti dell’imprenditore ed i mezzi finanziari a sua disposizione senza investire la delimitazione quantitativa del dissesto, riservata al subprocedimento di verificazione.

Cass. civ. Sez. II, 12/05/2014, n. 10277  Continua »

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E’ illecito disciplinare il ritardato deposito delle sentenze

sentenza-della-corte-europea-legittimo-rivendere-software-scaricati-ed-usati-638x425Il ritardo di oltre un anno per il deposito delle sentenze, nell’assoluta carenza di cause giustificatrici di tale condotte, integra certamente l’illecito disciplinare di cui agli artt. 1 e 2, comma 1, lett. a), D.Lgs. n. 109 del 2006.

Cass. civ. Sez. Unite, 07/01/2014, n. 69     Continua »

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Qualora il Consiglio dell’Ordine proceda a raccogliere informazioni e documentazione non sussiste alcun obbligo di informare l’incolpato con avvisi o convocazioni, prima dell’atto di citazione

avvocatoQualora il Consiglio dell’Ordine proceda a raccogliere informazioni e documentazione, ex art. 47 del R.D. n. 37 del 1934, non sussiste alcun obbligo di informare l’incolpato con avvisi o convocazioni, prima dell’atto di citazione di cui al successivo art. 48.

Cass. civ. Sez. Unite, 10/12/2013, n. 27492   Continua »

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Nella fase del procedimento disciplinare di carattere amministrativo di fronte al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, l’atto di apertura del procedimento e tutti gli atti procedimentali di natura propulsiva, o probatoria,appresentano atti di interruzione della prescrizione con effetti istantanei, secondo il modello di cui all’art. 160 c.p.

bilancia-infortunistica-stradale2Nella fase del procedimento disciplinare di carattere amministrativo di fronte al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, l’atto di apertura del procedimento e tutti gli atti procedimentali di natura propulsiva, o probatoria, quali la consulenza tecnica di ufficio, l’interrogatorio del professionista sottoposto al procedimento de quo, o decisoria rappresentano atti di interruzione della prescrizione con effetti istantanei, secondo il modello di cui all’art. 160 c.p.

Cass. civ. Sez. Unite, 20/09/2013, n. 21591 Continua »

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