Archivio Categoria: Diritto Tributario

E’ inesistente la notifica a mezzo posta degli atti tributari se non è eseguita da Poste Italiane

In tema di contenzioso tributario, la notifica a mezzo di posta del ricorso introduttivo del giudizio tributario effettuata mediante un servizio gestito da un licenziatario privato deve ritenersi inesistente, e come tale non suscettibile di sanatoria, atteso che il d.lg. n. 261 del 1999 stabilisce che per esigenze di ordine pubblico sono comunque affidati in via esclusiva alle Poste Italiane s.p.a. le notificazioni a mezzo posta degli atti giudiziari di cui alla legge n. 890 del 1982, tra cui vanno annoverate quelle degli atti tributari sostanziali e processuali.

Cassazione civile, sez. VI, 08/01/2018,  n. 234
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L’art. 73, comma 3° del D.P.R. n. 633 del 1972, prevede l’istituzione di un particolare meccanismo di assolvimento dell’Iva, facoltativo, comportante la perdita, da parte delle società controllate, della disponibilità dei rispettivi saldi Iva ed il trasferimento dei relativi crediti e debiti d’imposta alla società controllante

taxL’art. 73, comma 3° del D.P.R. n. 633 del 1972, prevede l’istituzione di un particolare meccanismo di assolvimento dell’Iva, facoltativo, comportante la perdita, da parte delle società controllate, della disponibilità dei rispettivi saldi Iva ed il trasferimento dei relativi crediti e debiti d’imposta alla società controllante. L’istituto de quo è tale da consentire alla società controllante di compensare con operazione algebrica, i saldi a credito o a debito risultanti dalle liquidazioni periodiche e dalle dichiarazioni annuali proprie e delle società partecipate, restando unico soggetto legittimato al versamento dell’imposta ovvero ad effettuare la scelta tra il rimborso annuale o l’accredito dell’eccedenza dell’imposta per l’anno successivo. Lo strumento dell’ “iva di gruppo” consente, dunque, di realizzare un consolidamento dei crediti e dei debiti d’imposta delle partecipanti al gruppo, con un vantaggio avente natura eminentemente finanziaria, consistente nella possibilità di ottenere un sollecito rimborso dei crediti Iva vantati da una delle società del gruppo mediante compensazione con l’eventuale Iva a debito di altre società dello stesso gruppo. Con tale strumento in sostanza, si evita che le società “a debito” debbano immediatamente versare l’imposta e le società “a credito” siano, invece, costrette ad attendere i tempi non celeri del ricorso ordinario.

Cass. civ. Sez. Unite, 02/02/2016, n. 1915      Continua »

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Sezioni Unite: non sono ammesse le ipoteche di Equitalia per debiti irrisori

Non può iscriversi l’ipoteca se il credito erariale non è realizzabile con la vendita forzata perché la somma è inferiore agli € 8.000,00 (ottomila euro), soglia minima prevista dalla legge.

scarica qui la sentenza: http://www.leggioggi.it/wp-content/uploads/2012/04/sentenza-ipoteca-equitalia.pdf

consulta LeggiOggi.it per un ottimo approfondimento: http://www.leggioggi.it/2012/04/13/cassazione-no-ipoteche-equitalia-per-debiti-irrisori/

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Contributo unificato nel processo tributario: la circolare del MEF

Si pubblica la Circolare del MEF in data 21.9.2011 relariva all’introduzione del contributo unificato nel processo tributario.

CLICCA QUI PER SCARICARE LA CIRCOLARE IN FORMATO PDF

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Il nuovo contributo unificato

La manovra correttiva approvata il 30 giugno 2011 dal Consiglio dei Ministri introduce una serie di novità in materia di giustizia, destinate a produrre effetti dirompenti sul sistema e sulle tasche dei cittadini. L’art. 37, rubricato “Disposizioni per l’efficienza del sistema giudiziario e la celere definizione delle controversie”, modifica, ancora una volta, il T.U. sulle spese di giustizia (D.P.R. n. 115 del 2002).

Ecco cosa cambia: Continua »

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Cellulari: tassa di concessione governativa illegittima

Commissione Tributaria Regionale Perugia, sez. I, sentenza 15.02.2011 n° 37

Con la sentenza 15 febbraio 2011 la Commissione Tributaria di Perugia si è pronunciata in merito alla legittimità della tassa di concessione governativa sui telefoni cellulari in abbonamento. Atteso che i giudici di prime cure avevano statuito, con sintetica motivazione, che essa era dovuta in quanto si trattava di una somma accertata a titolo di tributo, la CTr si è espressa diversamente, esaminando dettagliatamente il quadro normativo di riferimento. In effetti, le disposizioni legislative relative al servizio di telefonia mobile sono state profondamente modificate nel corso degli ultimi anni. In particolare, è stato evidenziato che il presupposto per il pagamento della tassa di concessione governativa richiesto in relazione all’impiego di apparecchiature terminali per il servizio pubblico terrestre di telecomunicazioni, ovvero di telefoni cellulari, era in origine regolato dall’art. 21 della tariffa allegata al d.p.r. 641/1972, relativo alla: “Licenza o documento sostitutivo per l’impiego di apparecchiature terminali per il servizio radiomobile pubblico terrestre di comunicazione.” Continua »

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Privilegi sui tributi locali (ICI)

Le norme del codice civile che stabiliscono i privilegi in favore di determinati crediti possono essere oggetto di interpretazione estensiva, la quale costituisce il risultato di una operazione logica diretta ad individuare il reale significato e la portata effettiva della norma, che permette di determinare il suo esatto ambito di operatività, anche oltre il limite apparentemente segnato dalla sua formulazione testuale, e di identificare l’effettivo valore semantico della disposizione, tenendo conto dell’intenzione del legislatore e, soprattutto, della causa del credito che, ai sensi dell’art. 2745 c.c., rappresenta la ragione giustificatrice di qualsiasi privilegio. Ne deriva che il privilegio generale sui mobili istituito dall’art. 2752 c.c. sui crediti per le imposte, tasse e tributi dei Comuni previsti dalla legge per la finanza locale, deve essere riconosciuto anche per i crediti dei Comuni relativi all’imposta comunale sugli immobili (ICI) introdotta dal D.Lgs. n. 504 del 1992, pur se successiva, e quindi non compresa, tra i tributi contemplati dal R.D. n. 1175 del 1931. (Consegue, nella specie, la conferma della impugnata decisione).

Cass. civ. Sez. Unite, 17/05/2010, n. 11930

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