Archivio Categoria: Diritto Civile

Fallimento, due curatori succedutisi nel tempo: regole per il calcolo del compenso

Il decreto di liquidazione degli emolumenti, spettanti a più curatori fallimentari succedutisi nella carica, deve contenere l’enunciazione dei criteri di quantificazione e ripartizione del compenso, in relazione alle attività rispettivamente svolte ed ai risultati conseguiti, in assenza, deve ritenersi affetto da nullità eccepibile con ricorso per cassazione (Cassazione civile sez. VI, 05/09/2019, n.22272 ) Continua »

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Comunicazione via PEC della sentenza di fallimento dalla cancelleria: da quando decorre il termine per impugnare?

La notifica del testo integrale della sentenza che rigetta il reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento, effettuata ai sensi dell’art. 18, comma 13, l. fall., dal cancelliere mediante posta elettronica certificata ex art. 16, comma 4, d.l. n. 179/12, convertito con l. n. 221/12, è idonea a far decorrere il termine breve per l’impugnazione in Cassazione ex art. 18, comma 14, l. fall., non ostandovi l’art. 133, comma 2, c.p.c., come novellato dal d.l. n. 90/14, convertito nella l. n. 114/14. (Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 1, ordinanza n. 23443/19; depositata il 19 settembre)
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E’ possibile effettuare la notifica alla persona giuridica anche presso la sede effettiva

La disposizione dell’art. 46 c.c. (secondo cui, qualora la sede legale della persona giuridica sia diversa da quella effettiva, i terzi possono considerare come sede della persona giuridica anche quest’ultima) vale anche in tema di notificazione ai sensi dell’art. 145 c.p.c., con conseguente validità della notifica eseguita presso la sede effettiva invece che presso quella legale; tale principio, tuttavia, presuppone che sia accertata l’esistenza di detta sede effettiva, in caso di contestazione gravando sul notificante il relativo onere probatorio.

Cassazione civile sez. lav., 18/04/2019, n.10854 Continua »

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Sulla improcedibilità del ricorso in caso di mancanza dell’attestazione di conformità

Il deposito in cancelleria, nel termine di venti giorni dall’ultima notifica, di copia analogica della decisione impugnata redatta in formato elettronico e firmata digitalmente (e necessariamente inserita nel fascicolo informatico) senza attestazione di conformità del difensore ex art. 16-bis, comma 9-bis d.l. n. 179 del 2012, conv. dalla l. n. 221 del 2012, oppure con attestazione priva di sottoscrizione autografa, non comporta l’applicazione della sanzione dell’improcedibilità ove l’unico controricorrente o uno dei controricorrenti (anche tardivamente costituitosi) depositi copia analogica della decisione stessa ritualmente autenticata ovvero non abbia disconosciuto la conformità della copia informale all’originale della medesima decisione. Mentre se alcune o tutte le parti rimangano intimate o, comunque, disconoscano la conformità all’originale della copia analogica non autenticata della decisione tempestivamente depositata, per evitare di incorrere nella dichiarazione di improcedibilità sarà onere del ricorrente depositare l’asseverazione di conformità all’originale della copia analogica della decisione impugnata sino all’udienza di discussione o all’adunanza in camera di consiglio.

Cassazione civile sez. I, 19/04/2019, n.11102 Continua »

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Revocatoria, la conoscenza dello stato d’insolvenza dell’imprenditore da parte del terzo deve in ogni caso essere effettiva e non meramente potenziale

La conoscenza dello stato d’insolvenza dell’imprenditore da parte del terzo, pur potendo desumersi da elementi indiziari, connotati dai requisiti di gravità, precisione e concordanza, e tra questi dall’avvenuta pubblicazione di protesti, deve in ogni caso essere effettiva e non meramente potenziale, e a tal fine occorre la prova di concreti elementi di collegamento con detti indizi, dai quali possa desumersi che il terzo, facendo uso della sua normale prudenza e avvedutezza, e anche in considerazione delle concrete condizioni in cui si è trovato a operare, non possa non aver percepito la situazione di dissesto in cui versava il debitore.

Cassazione civile sez. I, 15/04/2019, n.10500

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Comunicazione: Trasferimento studio di Catanzaro

Si comunica che dal 19/11/2018 lo studio di Catanzaro avrà sede in
Via Antonio Purificato n.18
Relativamente ai recapiti, gli stessi rimarranno invariati:
tel e fax 0961.353080 webfax 0961.1911035
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Conto cointestato con il de cuius, le quote si presumono uguali, salvo prova contraria

Nel conto corrente (bancario e di deposito titoli) intestato a due (o più) persone, i rapporti interni tra correntisti sono regolati non dall’art. 1854 c.c., riguardante i rapporti con la banca, bensì dal secondo comma dell’art. 1298 c.c., in base al quale, in mancanza di prova contraria, le parti di ciascuno si presumono uguali, sicché ciascun cointestatario, anche se avente facoltà di compiere operazioni disgiuntamente, nei rapporti interni non può disporre in proprio favore, senza il consenso espresso o tacito dell’altro, della somma depositata in misura eccedente la quota parte di sua spettanza, e ciò in relazione sia al saldo finale del conto, sia all’intero svolgimento del rapporto.

Cassazione civile, sez. II, 04/01/2018, n. 77
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