Archivio Categoria: Previdenza

Impugnazione di cartelle relative a ruoli emessi dall’Inps per contributi previdenziali

Le controversie relative all’impugnazione di cartelle che si riferiscono esclusivamente a ruoli emessi dall’Inps per contributi previdenziali, con corrispondenti somme aggiuntive ed interessi di mora, rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario. Rientrano infatti nella giurisdizione di detto giudice, e non di quello tributario, le controversie aventi ad oggetto diritti ed obblighi attinenti ad un rapporto previdenziale obbligatorio, anche se originate da pretese azionate dall’Ente previdenziale a mezzo di cartella esattoriale (ora di pagamento), non solo per l’intrinseca natura del rapporto, ma anche perché l’art. 24 del D.Lgs. n. 46/1999, sul riordino della disciplina della riscossione mediante ruolo, nell’estendere tale procedura anche ai contributi o premi dovuti agli Enti pubblici previdenziali, espressamente prevede che il contribuente, in presenza di richiesta di contributi previdenziali, può proporre opposizione contro l’iscrizione a ruolo avanti al giudice del lavoro.

Cass. civ. Sez. Unite Sent., 18/03/2010, n. 6539

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Rilievi in tema di valenza probatoria delle ispezioni compiute dall’ente previdenziale nella fase amministrativa

Gli operatori del diritto sono da tempo inclini a riconoscere ai verbali ispettivi redatti nella fase amministrativa dal funzionario dell’ente previdenziale, che preceda quella giurisdizionale, un carattere meramente indiziario.
Sottoposti al giudicante dall’Inps, in sede difensiva, i detti atti abbisognerebbero comunque, di apposito e necessario scrutinio giudiziale, come recita la seguente massima: «. . . i verbali di accertamento redatti dagli Ispettori dell’Inps . . . possiedono, per quanto riguarda le altre circostanze che il verbalizzante segnali aver accertato nel corso dell’inchiesta, per averle apprese da terzi o a seguito di indagini, un grado di attendibilità che può essere infirmato da una specifica prova contraria e, in mancanza di questa, possono costituire prove sufficienti di tutte le circostanze riferite dal p.u. che ha compilato il verbale di accertamento» (in tal senso, tra la giurisprudenza di merito, App. Milano, 5 dicembre 1980, Pretura Treviso, 27 gennaio 1993). Continua »

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Giudizio previdenziale e rilevabilità dell’eccezione di mancata proposizione della domanda amministrativa

La giurisprudenza della S.C. è univoca nell’affermare che la questione attinente alla procedibilità della domanda ex art. 442 c.p.c. per mancata attivazione del procedimento amministrativo ex art. 443 c.p.c., è sottratta alla disponibilità delle parti, essendo essa rimessa esclusivamente al potere-dovere del giudice del merito, da esercitarsi, ai sensi del 2º comma dell’art. 443 citato, solo nella prima udienza di discussione del giudizio di primo grado, e non in ogni stato e grado del giudizio:
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ESAME DELLE DUE SITUAZIONI DI HANDICAP CONTEMPLATE DALL’ART. 3, COMMI 1 E 3, DELLA LEGGE 104/1992 E CENNO AI BENEFICI CORRELATI.

I) I commi 1 e 3 dell’art. 3 della nota legge 104/1992, norma che, come è noto, ha attribuito il crisma di giuridicità alla condizione di handicappato, conferendogli cittadinanza nell’ordinamento previdenziale, così recitano:
1. È persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.
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