Archivi Tag: art. 1123 c.c.

3 interessanti massime del Tribunale di Salerno

In tema di condominio, la delibera assembleare che modifica i criteri legali di ripartizione delle spese, in assenza del consenso unanime di tutti i condomini, è inefficace, nei confronti del condomino assente o dissenziente, per nullità radicale deducibile senza limiti di tempo.

In tema di condominio, le spese di rifacimento del tetto sono sostenute dai condomini ai sensi degli artt. 1117 e 1123 c.c, in proporzione al piano o alla porzione di piano appartenente a ciascuno di essi in via esclusiva, salva diversa convenzione tra gli stessi, che non può, però, non intervenire con il consenso unanime di tutti i condomini.

Ai fini della regolarità dell’avviso di convocazione dell’assemblea, è sempre necessario che questo sia recapitato nella diretta sfera di conoscibilità del singolo condomino, e cioè che detto avviso sia pervenuto, quanto meno, presso persone che, per ragioni dei loro rapporti con il destinatario, o per causa di ufficio, siano tenute a farne consegna, ovvero che sia stato depositato in un luogo normalmente e periodicamente visitato dal destinatario, poiché destinato allo scopo della ricezione delle missive.

Trib. Salerno Sez. I, 10/09/2010

Determinazione della competenza per valore in relazione ad una controversia avente ad oggetto il riparto di una spesa approvata dall’assemblea di condominio

Ai fini della determinazione della competenza per valore in relazione ad una controversia avente ad oggetto il riparto di una spesa approvata dall’assemblea di condominio, anche se il condomino agisce per sentir dichiarare l’inesistenza del suo obbligo di pagamento sull’assunto dell’invalidità della deliberazione assembleare, bisogna far riferimento all’importo contestato relativamente alla sua singola obbligazione e non all’intero ammontare risultante dal riparto approvato dall’assemblea, poiché, in generale, allo scopo dell’individuazione della competenza, occorre porre riguardo al “thema decidendum”, invece che al “quid disputandum”, per cui l’accertamento di un rapporto che costituisce la “causa petendi” della domanda, in quanto attiene a questione pregiudiziale della quale il giudice può conoscere in via incidentale, non influisce sull’interpretazione e qualificazione dell’oggetto della domanda principale e, conseguentemente, sul valore della causa. (Cassa con rinvio, Giud. pace Anzio, 23/09/2004)

Cass. civ. Sez. II, 16/03/2010, n. 6363

Locazione e spese condominiali: responsabilità del locatore

In tema di spese condominiali non pagate, il debitore è sempre il condomino locatore che, tuttavia, può rivalersi sul conduttore. L’amministratore del Condominio, infatti, è legittimato solo nei confronti del proprietario, che è il soggetto tenuto a corrispondere i contributi concernenti i beni e i servizi comuni. Mentre il proprietario può pretendere il versamento dall’inquilino che non vi abbia provveduto direttamente, secondo gli accordi convenuti con il contratto di locazione.

Cassazione Civile Sez. II  n. 25781 del 9/12/2009