Archivi Tag: art. 2043 c.c.

Manutenzione aree o beni pubblici: neminen laedere

In caso di inosservanza da parte della pubblica amministrazione, nella sistemazione e manutenzione di aree o beni pubblici (delle regole tecniche, ovvero) dei comuni canoni di diligenza e prudenza, ricorre la giurisdizione del giudice ordinario, giacché anche la manutenzione di detti beni pubblici deve adeguarsi alle regole di comune prudenza e diligenza, prima fra tutte quelle del neminem laedere di cui all’art. 2043 c.c., in applicazione del quale la pubblica amministrazione è tenuta a far sì che il bene pubblico non sia fonte di danno per il privato.

Cass. civ. Sez. Unite, 22/12/2010, n. 25982

Nesso di causalità

Il nesso di causalità tra evento lesivo e danno può essere riconosciuto anche in base ad un serio e ragionevole criterio di probabilità scientifica, che però deve essere “qualificata” da ulteriori elementi idonei a tradurre in certezze giuridiche le conclusioni astratte svolte in termini probabilistici. Pertanto, sussiste nesso causale non solo quando il danno possa ritenersi conseguenza inevitabile della condotta, ma anche quando ne sia conseguenza altamente probabile e verosimile, non già una mera possibilità astratta.

Cassazione Civile, sez.III, 30 ottobre 2009, n.23059

Nesso causalità

Non ha diritto al risarcimento chi lamenta un danno per essere caduto a terra dopo aver inciampato nel guinzaglio a laccio di un cane se non prova il nesso causale tra la condotta dell’animale e l’evento lesivo (nella specie, respinta la domanda avanzata in primo grado da una signora caduta rovinosamente al suolo per colpa, a suo dire, di un mastino che l’avrebbe avvinta alle gambe con il suo lungo guinzaglio. Secondo la Corte, l’attrice non aveva assolto l’onere probatorio, non avendo dimostrato che il cane si era mosso. Nessun teste, in particolare, aveva confermato la circostanza di uno sgambetto da parte del guinzaglio scosso dall’animale).

Cassazione civile , sez. III, 20 aprile 2009 , n. 9350

Danni da fumo di sigarette passivo

Deve essere riconosciuto il diritto ad ottenere un risarcimento a titolo di danno esistenziale determinato da immissioni moleste di fumo di sigarette ai componenti di una famiglia che, abitando sopra un bar frequentato da molti fumatori, non può vivere liberamente nel proprio appartamento, in quanto la presenza degli impianti di filtraggio collocati proprio sotto le finestre dell’abitazione ne impedisce l’apertura.

Cassazione civile , sez. III, 31 marzo 2009 , n. 7875

Contratto di conto corrente

Qualora un soggetto acconsenta, su richiesta di un altro, ad intestarsi un conto corrente in via fiduciaria, cioè con l’intesa che le somme che su di esso transitino sono di pertinenza dell’altro soggetto, che costui avrà in concreto la gestione del conto e che essa sarà, però, utilizzata per lo svolgimento di un’attività lecita di detto soggetto, l’intestatario del conto (fiduciario) è tenuto, per il fatto stesso di apparire verso i terzi come intestatario del conto ed a maggior ragione per il fatto di non averne la concreta gestione, ad esercitare la necessaria vigilanza sul rispetto da parte di quel soggetto della finalizzazione dell’utilizzo del conto corrente esclusivamente all’esercizio della detta attività, conforme agli accordi presi. Ne consegue che, qualora l’intestatario ometta di esercitare tale vigilanza, disinteressandosi completamente della gestione del conto, astenendosi, come nella specie, dal controllare gli estratti conto e rimettendoli senza leggerli all’altro soggetto, firmando assegni in bianco che venivano riempiti dal medesimo e non preoccupandosi neppure di conoscere quale fosse l’importo accreditato, e l’altro soggetto utilizzi il conto corrente per realizzare un illecito in danno di terzi, l’intestatario del conto corrente può rispondere sul piano causale a titolo di imprudenza e negligenza, ai sensi dell’art. 2043 c.c., del danno cagionato ai terzi per effetto dell’illecito.

Cassazione civile , sez. III, 03 aprile 2009 , n. 8127

Reati commessi col mezzo della stampa in genere

Il diritto di informazione, garantito dall’art. 21 cost., sussiste in capo ad un’associazione di consumatori ogni qual volta risulti evidente l’utilità sociale della conoscenza dei fatti e delle opinioni, trasmessi con comunicati, perché diretti a contribuire alla formazione della pubblica opinione in materia di interesse generale, correlata alle finalità istituzionali di tale associazione; i “comunicati stampa” di quest’ultima rientrano, pertanto, nella nozione di “stampato” disciplinato dagli art. 1 e 2 l. n. 47 del 1948, trattandosi di attività di soggetto che svolge anche funzione di agenzia, in senso lato, di informazione, sia pure nel più ristretto ambito delle materie connesse alle finalità istituzionali sue proprie, in quanto le notizie diffuse dalle agenzie di informazione mediante comunicati o dispacci sono destinate alla pubblicazione, così come richiesto dal citato art. 1, e l’eventuale diffamazione consumata attraverso tali comunicati integra l’illecito di diffamazione a mezzo stampa.

Cassazione civile , sez. III, 13 gennaio 2009 , n. 482

Danni patrimoniali e non patrimoniali (morali)

Il cd. “danno esistenziale” non costituisce un’autonoma categoria di danno e tutti i danni non patrimoniali devono essere ricondotti nell’ambito della previsione dell’art. 2059 c.c., ivi compreso il “danno da perdita del rapporto parentale”. Qualora la perdita sofferta sia di particolare gravità, è legittima la decisione che incrementa il ristoro in ragione della giovane età della vittima e del ruolo di riferimento familiare per i figli piccoli.

Cassazione civile , sez. un., 14 gennaio 2009 , n. 557