Archivi Tag: art. 2051 c.c.

Danno causato da ghiaccio sull’autostrada

L’automobilista che, percorrendo l’autostrada, resti coinvolto in un incidente a causa del ghiaccio sull’asfalto, può chiedere il risarcimento dei danni anche al gestore della stessa designato alla custodia di quel tratto autostradale. Per le autostrade, destinate per loro natura alla percorrenza veloce in condizioni di sicurezza, l’apprezzamento sull’effettiva possibilità del controllo da parte del gestore non può che indurre a ravvisare in capo allo stesso un rapporto di custodia con relativa applicabilità del regime di responsabilità ex art. 2051 c.c.

Cassazione civile  sez. III, 24 febbraio 2011, n.4495

RESPONSABILITA’ CIVILE (EXTRACONTRATTUALE, alias AQUILIANA) Cose in custodia

In tema di danno cagionato da cose in custodia, il giudizio sulla pericolosità della cosa inerte va fatto in relazione alla sua normale interazione con la realtà circostante (in applicazione del suesposto principio, la Corte ha cassato con rinvio la decisione dei giudici del merito, che avevano riconosciuto ad una donna il risarcimento dei danni riportati in seguito ad una caduta occorsa in un vialetto condominiale, atteso che, a detta della Corte, i giudici si erano limitati a rilevare la presenza di sconnessioni nella pavimentazione del vialetto in questione scarsamente illuminato, ma non avevano in alcun modo esaminato se tale situazione di oggettivo pericolo costituisse un’insidia non superabile con l’ordinaria diligenza e prudenza, ovvero fosse suscettibile di essere prevista e superata con l’adozione delle normali cautele da parte del danneggiato)

Cassazione Civile sez II n. 25772 del 10/12/2009

Cose in custodia e risarcibilità da parte del Comune

La presunzione di responsabilità per il danno cagionato dalle cose che si hanno in custodia, stabilita dall’art. 2051 c.c., è applicabile nei confronti dei Comuni, quali proprietari delle strade del demanio comunale, pur se tali beni siano oggetto di un uso generale e diretto da parte dei cittadini, qualora la loro estensione sia tale da consentire l’esercizio di un continuo ed efficace controllo che sia idoneo ad impedire l’insorgenza di cause di pericolo per i terzi.

Cassazione civile , sez. III, 23 gennaio 2009 , n. 1691