Archivi Tag: art. 2119 c.c.

Condotta idonea ad integrare la giusta causa nel licenziamento

Non costituisce condotta idonea ad integrare la giusta causa di licenziamento di cui all’art. 2119 c.c., la quale si configura ogni qualvolta ci si trovi al cospetto di fatti che impediscano la prosecuzione del rapporto di lavoro poiché lesivi del vincolo fiduciario che necessariamente deve sussistere tra le parti del rapporto, il comportamento del dipendente che, in occasione di agitazioni aziendali, sia diretto ad impedire l’ingresso in fabbrica di altri lavoratori non aventi l’intento di aderire alla proclamata agitazione. Nella fattispecie, sebbene sussistenti indiscutibili profili di responsabilità a carico del resistente, trattasi di condotte non aventi i caratteri tali da consentire di pervenire ad un giudizio di fondatezza circa la legittimità della sanzione espulsiva per la carenza del requisito di proporzionalità rispetto alla mancanza addebitata al lavoratore.

Cass. civ. Sez. lavoro Sent., 29/03/2010, n. 7518

Licenziamento per giusta causa

È illegittimo il licenziamento del dipendente che, esasperato da un collega, gli lancia la cornetta in un gesto d’ira. Si tratta di un comportamento volgare ed inurbano, ma non è tale da rompere il rapporto fiduciario col datore di lavoro e, quindi, da costituire giusta causa di recesso (a detta della Corte, infatti, nella specie il lancio del ricevitore non aveva il contenuto di violenza o minaccia nei confronti di un collega, ma era da ascriversi al momentaneo stato di esasperazione).

Cassazione Civile, sez. Lavoro, 3 novembre 2009, n.23289

Estinzione e risoluzione del rapporto licenziamento per giusta causa

L’espletamento di altra attività lavorativa o extralavorativa da parte del lavoratore durante lo stato di malattia è idonea a violare i doveri contrattuali di correttezza e buona fede nell’adempimento dell’obbligazione, posto che il fatto di guidare una moto di grossa cilindrata, di recarsi in spiaggia e di prestare una seconda attività lavorativa sono di per sé indici di scarsa attenzione del lavoratore alla propria salute ed ai relativi doveri di cura e di non ritardata guarigione, oltreché dimostrativi del fatto che lo stato di malattia non è assoluto e non impedisce comunque l’espletamento di un’attività ludica o lavorativa.

Cassazione civile , sez. lav., 21 aprile 2009 , n. 9474

Estinzione e risoluzione del rapporto: licenziamento disciplinare

La verifica giudiziale sulla correttezza del procedimento disciplinare e sulla sussistenza del presupposto della giusta causa di licenziamento è soggetta a controllo in sede di legittimità unicamente sotto il profilo della motivazione (in applicazione del suesposto principio, la Corte ha respinto il ricorso del datore di lavoro, che si era opposto alla reintegrazione nel posto di lavoro di un dipendente licenziato perché aveva sbagliato cinque volte, e sempre in difetto, a battere i prezzi di altrettanti prodotti sullo scontrino non fiscale di un cliente. Nella specie, la Corte ha condiviso la decisione del giudice del merito, secondo cui tale comportamento non costituiva lesione del vincolo fiduciario a causa della mancanza di prova della malafede, mentre andava ascritto a incompetenza o confusione, ritenendola immune da ogni censura in sede di legittimità poiché supportata da una motivazione esauriente e coerente, priva di vizi o lacune logiche).

Cassazione civile , sez. lav., 23 febbraio 2009 , n. 4368