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Delitto di frode in assicurazione: falsificazione contrassegno

In ordine al delitto di frode in assicurazione, l’integrale falsificazione della polizza e del contrassegno assicurativo, precludendo l’instaurazione del rapporto tra l’autore della predetta condotta criminale e la compagnia di assicurazione, rende l’azione in questione inidonea a ledere il bene protetto dalla norma incriminatrice (art. 642 c.p.) che corrisponde al patrimonio della compagnia di assicurazioni. In siffatta ipotesi, tuttavia, è configurabile il delitto di falsità in scrittura privata e di truffa ai danni del cliente e dell’assicurazione.

Cass. pen. Sez. II, 16/05/2012, n. 22906    Continua »

Frodi informatiche

La fattispecie prevista dall’art. 640 ter c.p. (c.d. frode informatica) ha la medesima struttura e quindi i medesimi elementi costitutivi della truffa, l’unica differenza è che l’attività fraudolenta investe non la persona, ma il sistema informatico di pertinenza della stessa, sicché rispetto alle aggravanti, si utilizzano gli stessi schemi validi per il reato ex art. 640 c.p. Pertanto, la confiscabilità dei beni che costituiscono il prezzo o il profitto del reato può essere esclusa soltanto se l’abuso della qualità di operatore del sistema è l’unica aggravante a effetto speciale contestata, ma questa scelta si traduce in una patente violazione di legge laddove sussiste anche l’aggravante ex art. 640 c.p. comma 2 n.1, per il danno all’ente pubblico.

Cassazione penale , sez. VI, 05 febbraio 2009 , n. 8755